Coronavirus, gli italiani vengono messi in quarantena a Londra? Ecco cosa succede veramente

Noi di CiSiamo.info siamo partiti da Venezia Marco Polo e siamo arrivati all'aeroporto Gatwick di Londra, per vedere se è vero che agli italiani che vengono dalle "regioni a rischio" viene chiesto di mettersi in autoisolamento

Coronavirus, è vero che gli italiani vengono messi in quarantena a Londra?

Noi di CiSiamo.info siamo partiti da Venezia Marco Polo e siamo arrivati all'aeroporto Gatwick di Londra, per vedere se è vero che agli italiani che vengono dalle "regioni a rischio" viene chiesto di mettersi in autoisolamento.

Posted by Ci Siamo on Tuesday, March 3, 2020

A causa del Coronavirus, gli italiani che viaggiano dal Veneto a Londra rischiano davvero di essere messi in quarantena? Per rispondere a questa domanda, ho preso un volo dall’aeroporto di Venezia Marco Polo, diretto a Londra Gatwick. È una domenica sera, normalmente ci vorrebbero almeno 15 minuti per trovare parcheggio, e 30/40 minuti per consegnare il bagaglio da stiva, a causa dell’enorme concentramento di viaggiatori che c’è di solito in questa fascia oraria.

Dovrei poi incastrarmi sulle scale mobili straripanti di persone e valigie, correre verso il controllo della sicurezza e pregare che la coda non duri più di un’ora.

Questa volta, in 30 minuti sono già oltre i controlli, e all’interno dell’aeroporto. Pronta a cenare. Non mi era mai successo di passare così velocemente sotto il metal detector. Effetto Coronavirus.

Un fenomeno che, oltre a quelli sulla salute, ha anche i suoi effetti collaterali sull’economia. Parlando con uno degli addetti ai controlli, mi confermano che questa è una situazione davvero anomala. “Normalmente, questa per noi sarebbe la sera peggiore della settimana. Ed è ancora più strano considerando che questa era la settimana di Carnevale. Di solito ci sono file e file di persone, in attesa di rientrare a casa dalle vacanze“.

Una vista surreale, quella dei negozi di souvenir e maschere completamente deserti. I commessi annoiati, guardano senza stupore il tabellone dei voli davanti al negozio. Cancellato, cancellato, cancellato, cancellato.

Solo nella sera di domenica, quattro voli sono già stati annullati. Il motivo lo spiega più avanti una hostess davanti al Gate di imbarco. “Molte persone cancellano i voli che avevano già prenotato. Ma il vero problema sono quelli che non avvisano, e semplicemente non si presentano“.

Ogni viaggio è praticamente diventato un terno all’otto per le compagnie aeree. Solo nel mio volo, mancano circa la metà dei passeggeri. Dovevamo essere in 80.

Questo rappresenta un problema anche per i piloti, che devono costantemente controllare che l’aereo sia bilanciato, anche senza tutti i posti a sedere previsti. Nel mio volo, sembra che nonostante gli assenti dell’ultimo minuto, si possa partire tranquillamente.

Coronavirus, come controllano gli Italiani che volano a Londra

Ma il vero problema rischia di esserci alla frontiera con l’Inghilterra. Da settimane infatti circolano voci secondo cui, a causa del Coronavirus, gli italiani (nello specifico veneti e lombardi) rischino di essere messi in quarantena o auto-isolamento una volta atterrati a Londra.

Appena scesa dall’aereo infatti, ci sono diversi cartelli e un video che informa i passeggeri dell’emergenza Coronavirus, chiedendo a chi viene dalle zone contaminate di avvisare le autorità e non entrare in contatto con altri. Tuttavia, appena arrivo al banco per il controllo passaporti, l’addetta mi spiega che questa regola vale solo per le cosiddette “zone rosse”. Insomma, solo le persone entrate in contatto con degli infetti, o che vivono o sono passati per le città in quarantena, devono autoisolarsi al loro arrivo. E mi fa vedere il sito del governo inglese, dove si dice che la quarantena vale solo per le persone che vengono da Vò Euganeo per il Veneto; Bertonico, Terranova dei Passerini, Caselpusterlengo, Somaglia, Fombio, San Fiorano, Codogno, Maleo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda per la Lombardia.

Per tutti gli altri italiani, non c’è alcun rischio di quarantena nel Regno Unito finora. Se si vogliono più informazioni prima di viaggiare, o se si avvertono dei sintomi, il consiglio che danno gli addetti ai controlli è di chiamare il numero verde 111, messo a disposizione dalla sanità britannica.

NOTA DI REDAZIONE: Questo articolo e il video contenuto è stato realizzato prima dell’entrata in vigore del decreto Dpcm, e della conseguente quarantena. Ora vi invitiamo a rispettare le norme e le direttive qui contenute: http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20200311.pdf

Redazione CiSiamo
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