Andrà tutto bene

Per noi il mondo sta cambiando e siamo molto preoccupati, ma siamo italiani ed è vero che spesso facciamo i furbi, che ci lamentiamo sempre, che pensiamo solo al calcio e a poche altre cose, ma quando ci mettiamo a fare qualcosa, spesso la facciamo bene. Noi siamo Leonardo da Vinci, siamo Michelangelo, siamo Boccaccio e Dante, siamo Leopardi, siamo Cavour e Giolitti, siamo Garibaldi e Colombo, siamo Renzo Piano e Umberto Eco. Siamo italiani e alla fine andrà tutto bene. Teniamo duro.

Lo scrivono sui muri, creano gli striscioni, pubblicano gli hashtag, lo dicono in tanti, andrà tutto bene. In un momento come questo, dove si combatte una guerra contro un avversario invisibile e apparentemente innocuo come questo virus, si sente ancora più forte un bisogno, restare uniti.

L’Italia è un Paese che ha tante lacune. Ha tanti difetti. In giro per il mondo hanno sentenziato la nostra sete di furbizia, banalizzando il problema del Coronavirus anche per una nostra incapacità di rispettare le regole. E un po’ è vero, ma non siamo tutti così.

Sono tante le persone che, nonostante il clima tragico che si respira in questi giorni, continuano impeterriti a non ascoltare gli appelli del Governo, delle Istituzioni e anche di personaggi pubblici, come a dire che per farci capire l’importanza di un comportamento debbano intervenire i VIP, altrimenti da soli non siamo capaci di rispettarlo.

Siamo fatti così, un popolo fatto di anarchici, di ribelli, di condottieri. Un momento, ma è proprio così? No, non lo è affatto, e oggi, come mai prima d’ora in quest’epoca moderna, siamo di fronte a un dramma generalizzato e per chi non l’avesse ancora capito non si tratta del Coronavirus in sé, non si tratta della sua letalità, ma della rapidità con cui si propaga e questo rischia – e al Nord sta già accadendo – di far collassare il sistema sanitario e, sottolineo, se dovessi avere un problema qualsiasi (incidente, problema cardiaco, allergico etc) non ci sono posti letto che ti possono accogliere. Capito il problema?

Per fortuna siamo anche un popolo che quando si unisce fa cose bellissime, dalle donazioni per gli ospedali organizzate dagli influencer alle piccole realtà locali che appendono cartelli e striscioni con scritto che, ragazzi, da questa cosa ne usciremo più uniti di prima, al netto del solito sciaccallaggio.

Cento anni fa uscivamo dalla Prima Guerra Mondiale e qualche anno dopo ci ritrovavamo sotto l’ombrello del totalitarismo fascista, oggi ci troviamo di fronte a una crisi sanitaria nazionale, che diventerà presto mondiale ma sono convinto che nonostante tutto potremo uscire da questa nuova situazione critica.

Ed è, di fatto, dal 45 – con la Seconda Guerra Mondiale – che non siamo di fronte a un nemico così duro, complicato, infame. È da quel periodo che non incontriamo un avversario che ci mette in ginocchio, che non ci permette di sentirci liberi e soprattutto che mette in grande pericolo la nostra salute e la nostra economia. È tutto nuovo per tutte le generazioni che compongono la nostra società.

Per noi il mondo sta cambiando e siamo molto preoccupati, ma siamo italiani ed è vero che spesso facciamo i furbi, che ci lamentiamo sempre, che pensiamo solo al calcio e a poche altre cose, ma quando ci mettiamo a fare qualcosa, spesso la facciamo bene. Noi siamo Leonardo da Vinci, siamo Michelangelo, siamo Boccaccio e Dante, siamo Leopardi, siamo Cavour e Giolitti, siamo Garibaldi e Colombo, siamo Renzo Piano e Umberto Eco. Siamo italiani e alla fine andrà tutto bene. Teniamo duro.

#andràtuttobene

Redazione CiSiamo
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