Le Sardine riempiono le piazze. Un movimento che non vuole essere contro qualcuno, ma CON qualcuno

Ieri eravamo lì, al Duomo, a Milano dove circa 25mila persone, dette Sardine, sono scese in piazza per unirsi in un unico banco che si muove verso un'aggregazione sempre più vera e sempre più coerente per parlare alla politica, senza scontri, senza idee impossibile, ma con le parole e con la giusta comunicazione. Le Sardine non vogliono essere contro qualcuno, ma vogliano fare il loro percorso con qualcuno. Il che fa tutta la differenza del mondo.

I fondatori delle Sardine di Bologna Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti (Foto di Francesca Casonato)
I fondatori delle Sardine di Bologna Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti (Foto di Francesca Casonato)

Ieri eravamo lì, al Duomo, a Milano dove circa 25mila persone, dette Sardine, sono scese in piazza per unirsi in un unico banco che si muove verso un’aggregazione sempre più vera e sempre più coerente per parlare alla politica, senza scontri, senza idee impossibili, ma con le parole e con la giusta comunicazione. Le Sardine non vogliono essere contro qualcuno, ma vogliono fare il loro percorso con qualcuno. Il che fa tutta la differenza del mondo.

Se il potere delle piazze è tornato al centro della politica – non si vedeva un movimento davvero di sinistra riempire così le città da… mai, più o meno – allora bisogna riportare le persone al centro dell’attenzione.

Ma davvero.

Basta slogan, basta maglioni o sciarpe con scritte ottocentesce, basta bugie. Servono fatti, serve prendersi la responsabilità delle proprie azioni, dei propri errori. Solo così i cittadini potranno rientrare nell’apparato politico. Solo mettendo le persone al centro dei progetti si otterranno risultati significativi.

Mattia Santori in diretta da Milano

Pubblicato da Ci Siamo su Domenica 1 dicembre 2019
Live da Piazza Duomo, Milano. Parla Mattia Santori, uno degli organizzatori delle Sardine.

In questi anni, chi sta qui dietro a osservare la comunicazione politichese, quasi per passione, quasi per spettacolo – agghiacciante – quasi per diletto, più che per lavoro, ha potuto constatare un gruppo di incravattati chiamati onorevoli – senza spesso alcunché di onorevole – presi a litigare e a flagellarsi l’un l’altro lanciandosi colpe che non erano solo di uno o solo dell’altro, ma di entrambe le parti. Sempre.

C’è sempre qualcuno che sbaglia prima di noi e qualcuno che sbaglierà dopo di noi, ma il focus non dev’essere il prima o il dopo, ma il momento in cui siamo noi a dirigere la baracca. Cosa che nella politica non accade mai. Quel fantastico esamino di coscienza che potrebbe mandare avanti un Paese troppo fermo da troppo tempo e che va a velocità diverse. Il Nord vola, ma non tutto. Il Centro fa da raccordo. Il Sud stagna per colpa di una coperta sempre troppo corta e un cortocircuito società-politica che non si è mai riuscito a risolvere del tutto.

A Milano, al flashmob delle Sardine parte il coro di Bella Ciao

Pubblicato da Ci Siamo su Domenica 1 dicembre 2019
Le Sardine cantano Bella Ciao.

E allora ripartiamo da qui. Dalle piazze. Scrivevo, settimana scorsa, che se le Sardine continueranno a citare Salvini nei loro comizi, nelle loro chiacchierate da piazza, allora rimarranno perdenti e delusi. Se invece questo movimento inizia ad includere, invece che a escludere, se invece di parlare dell’odio, parla del bene che si può fare, allora le cose cambiano. Milano era piena di Sardine che nonostante il freddo, una pioggia battente – che non ha lasciato stare i cittadini nemmeno un minuto dall’inizio della domenica fino al chiudersi della serata – e un weekend in chiusura hanno continuato a manifestare in piazza tra i canti di Bella Ciao agli applausi per ogni buona cosa detta dagli organizzatori.

Se questo movimento è nato una motivazione c’è ed è gigante. Dobbiamo ricercarla nella voglia di riprenderci la serenità, la disponibilità, la voglia di stare insieme invece che da soli a casa dietro uno schermo e una tastiera a scrivere scemenze. Il caldo non basta, vi sentirete al freddo acciecante della solitudine.

Oggi posso dire che le Sardine devono continuare, devono aumentare e devono creare qualcosa di formalmente riconosciuto. Non basta essere una pagina Facebook. Serve qualcosa di più. Quanto meno per non ritrovarsi a casa, da soli, a scrivere scemenze sui social.

Fabio Fagnani
Giornalista e docente, in quest'ordine. Mi piacciono le discussioni, il calcio, il motorsport, il cinema, le serie TV, i fumetti, la tecnologia. Amo la politica e odio i politici. Guardo verso il futuro con un occhio sul passato. Sono stato Coordinatore Editoriale di Urban Magazine, Soccer Illustrated e Riders; contributor per Rolling Stone, Wired.it, Linkiesta.it, Moto.it, Dueruote e voce della MotoGP per Radio Sportiva. Oggi alle prese con la direzione di Cisiamo.info.