Le Sardine stanno facendo quello che dovrebbe fare la sinistra, ma così aiutano Salvini

Le Sardine stanno navigando dappertutto. Un movimento nato dalla semplicità, dalla piazza, dalla voglia di rispondere a un momento molto infuocato per il Paese e per la politica tutta.

Le Sardine stanno navigando dappertutto. Un movimento nato dalla semplicità, dalla piazza, dalla voglia di rispondere a un momento molto infuocato per il Paese e per la politica tutta.

Le Sardine contro Salvini

Mattia Santori, uno dei fondatori del movimento delle Sardine, ha recentemente dichiarato: “Senza idee non è possibile riempire le piazze. I contenuti sono impliciti nelle persone che vengono qui. La più grande risposta al populismo di destra è riempire di contenuti il cervello per non riempire di contenuti falsi la pancia. Non ci aspettavamo di trovare un vuoto così grande in Italia. La gente è stufa di un modo aggressivo di fare politica. Nella mia analisi sociologica da bar penso che Berlusconi ha scoperto le tv, Grillo internet, Salvini facebook. Noi abbiamo riscoperto le piazze. Noi sfruttiamo trasversalmente tutti gli strumenti usati dai nostri predecessori ma mettendo al centro l’umanità e il cittadino”.

Manca una sinistra che faccia la sinistra

È vero, riempire le piazze non è una cosa semplice, soprattutto se non si ha qualcosa da dire, qualcosa di cui discutere e confrontarsi. In questo caso, il tema delle Sardine, è come difendersi dal leader della Lega Matteo Salvini che, come per l’Umbria, è convinto di riuscire a vincere anche in Emilia-Romagna dove si voterà il 26 gennaio. Ma ci sono almeno due problemi.

Il movimento popolare, nato proprio in Emilia-Romagna, non diventerà, almeno per il momento, un partito e sta svolgendo, di fatto, quel lavoro difficile e prezioso di parlare alle persone e di avvicinarle a un certo tipo di società, meno aggressiva e più riflessiva, e un certo tipo di umanità, più inclusiva e meno discriminatoria.

Un lavoro che sarebbe dovuto essere portato a termine dalla sinistra italiana, dal Partito Democratico su tutti che deve necessariamente recuperare i voti persi in questi anni. Da dopo le Europee del 2014 – record per il partito al tempo guidato da Renzi – il PD è sceso sempre di più per poi avere un leggero incremento di voti nell’ultimo periodo. Ma se non è la sinistra a parlare alle piazze, ai lavoratori, alle persone chi lo fa? Se la sinistra ha smesso di fare la sinistra, lasciando la palla – su alcune tematiche – al populismo e ai concetti (e pre-concetti) che la destra di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni sono riusciti a fare loro nelle battaglie politiche, chi fa la sinistra? Nessuno. O meglio, le Sardine. Che in questo momento sono politicamente “nessuno”.

Salvini fa paura: ecco perché

E inoltre, il movimento delle Sardine, che ha riempito il vuoto che il Partito Democratico ha lasciato, sta manifestando in piazza pacificamente contro Salvini senza rendersi conto che sta facendo un favore allo stesso leader della Lega.

Perché? Perché Salvini è all’opposizione e non si è mai né visto né sentito di una lotta contro qualcuno che non sia al governo. Che sia l’alba di una rivoluzione “sociale e politica”? O semplicemente stanno mettendo le mani avanti?

Come ci è stato ripetutamente detto – da Di Maio, da Renzi, da Conte, da Zingaretti, insomma, da tutti – il Governo giallorosso è nato per evitare di tornare prematuramente alle urne e per evitare che Salvini e la destra potessero prendere la maggioranza (tutto da dimostrare, ovviamente). Un’azione già di per sé molto strategica che ha permesso al PD e al M5S di tentare di dimostrare che una soluzione alla Lega c’è, eccome. Anche se in questo momento non è che stiano convincendo molto…

E dopo i due partiti di Governo, anche il Movimento cittadino delle Sardine dimostra quanto faccia paura Salvini, manifestando contro un partito e un politico che sta dalla parte “debole” del Parlamento.

La soluzione?

Facile parlare seduti sulla propria comoda poltrona, davanti al pc e con le dita che pizzicano i tasti a digitare qualche parola confusa, direte voi.

Ma – dico io. Permettetimi un ma. Invece di fare accordi ad escludere, manifestazioni ad allontanare, gruppi ad odiare chi odia e a odiare l’odio – invece di amare chi ama e amare l’amore, che sono cose molto diverse – perché la sinistra italiana, il Partito Democratico, Renzi e il nuovo partito di Calenda, insieme ai pentastellati, non parlano di cose reali, di problemi vicini alle persone, di soluzioni, di una visione a breve e a lungo termine per il Paese. Manca un progetto d’Italia che non sia fatto di fumo e di bugie, di volontà impossibile e di battiti d’ali di farfalle. E se manca un obiettivo a cui appendere le proprie risorse, le proprie energie, le proprie intellettualità, i propri valori… allora manca una risposta a questa destra che sta dilagando e dilagherà ancora, e ancora, e ancora…

Le Sardine sono scese in piazza. Il PD è rimasto a casa, sul divano con la tv accesa mentre in mano tiene un bel bicchiere di un vino d’annata. Salvini, invece, lavora ai fianchi, va ovunque ci sia disagio portando promesse, riempiendo la pancia delle persone, parlando alla pancia delle persone, senza nessun ostacolo autorevole che possa fermare la sua continua ascesa. E pensare che si pensava che quel Mojito e quel Papeete potessero fermarlo.