Questo è ancora un paese fascista?

Due casi che hanno riportato alla luce la discriminazione razziale e il totalitarismo.

Due casi nel giro di qualche ora hanno riacceso la lampadina alla voce “Fascismo”. Il primo è successo a Lucca, la città toscana nella quale, ogni anno, si svolge l’evento di comics più grande d’Italia – il Lucca Comics and Games – dove due ragazzi giravano per la fiera vestiti da nazisti con tanto di svastica al braccio e sventolando un bandierone con il simbolo del partito di Adolf Hitler pronti a partecipare a una rievocazione storica all’interno della fiera. La seconda a Verona, durante il match della squadra gialloblu contro il Brescia. L’episodio in questione ha per protagonista Mario Balotelli che dopo essere stato bersagliato da fischi, sfottò e qualche spiacevole rumore di sottofondo si ferma e calcia il pallone verso la parte della tifoseria che stava intonando cori razzisti verso il giocatore bresciano. A dirla tutta, durante Roma-Napoli (che si è giocata Sabato alle ore 15.00) il gioco è stato interrotto per cori razzisti da parte della tifoseria romanista nei confronti del difensore centrale del Napoli Koulibaly. 

L’Italia è un paese fascista? Sì

Non nascondiamoci dietro un dito. Il nostro paese è ancora schiavo dell’ossessione di avere un uomo forte al comando, un leader, uno che dice le cose che “la gente” vuole sentirsi dire: lavoro per tutti, prima gli italiani, aiutiamoli a casa loro, è finita la pacchia e così via. È uno dei motivi per cui Matteo Salvini, leader della Lega, che si rifiuta sempre di essere etichettato come fascista, per fortuna, è riuscito a prendere così tanto consenso. È un leader sicuramente carismatico dalla comunicazione populista e sempliciotta, ma diretta.

L’italiano medio purtroppo è ancora legato, e non poco, all’idea di una destra conservatrice, tradizionalista, legata ancora al regime con la convinzione che quanto fatto a Benito Mussolini sia qualcosa da difendere, da custodire. La memoria serve per prendere delle decisioni che guardano avanti, sapienti di ciò che l’esperienza ci rammenta. Essere sovranisti oggi, è un male. Come lo era anni prima, ma adesso, oggi, a ridosso del 2020, dopo tutto quello che è successo il secolo scorso come facciamo ad alzare ancora il braccio destro, fischiare un ragazzo di colore o portare indifferenti una bandiera con la svastica disegnata sopra?

La discriminazione non è mai un gioco o uno scherzo

Il problema più grande, come sempre, non è solo identificabile nel soggetto che agisce in maniera razzista, ma – soprattutto – chi lo segue, lo difende, lo rassicura sul suo operato, facendo passare il suo gesto come innocuo o peggio ancora sottolineandone i meriti. I ragazzi vestiti a mo’ di esercito delle SS non possono e non devono solo difendersi dietro a un banale cosplay o a un rievocazione storica perché quella è apologia del fascismo bella e buona. Così come i tifosi, se così possiamo chiamarli, tentano di far passare il loro gesto come semplice sfottò dell’avversario. No. 

Lo sfottò è quando ti dico che sei una pippa a calcio, non altro. Lo sfottò è lecito, sempre, le discriminazioni razziali e le prese di posizioni nazifasciste no. E chi è pronto a dire “ma perché non dicono nulla quando qualcuno parla di Lenin oppure fa il pugno chiuso?“.

Prima cosa, carta canta. Per la legge italiano il fascismo è REATO. Il comunismo no. Punto. E fin qui non c’è null’altro da dire. Secondo: anche il comunismo, come il nazismo e il fascismo, si porta sulle spalle un’infinità di vittime: dalla Russia alla Cina, dal Cuba al Vietnam. Non significa che le persone che si sono portate con sé le vittime di quel regime totalitario siano migliori di altre solo perché la legge italiana non prevede che il comunismo sia illegale. L’Italia ha subito il fascismo e di conseguenza anche il nazismo e storicamente è un paese più sensibile, nel bene e nel male, a quel regime. Ma le cose devono cambiare.

Nel video qui sotto è evidente che c’è qualcosa che in questo paese non funziona. Lasciamo per un attimo perdere che l’organizzazione di Lucca Comics & Games non ha nessuna colpa se qualcuno entra in città con quelle bandiere e probabilmente nemmeno il Comune o la Prefettura che, se fossero state chiamate – anche attraverso la Polizia o i Carabinieri -, avrebbero dovuto intervenire e smantellare il costume a quei ragazzi.

Ma riprendiamo il discorso. I problemi, grandi quanto una casa, sono due: il primo è che le persone si fermavano a fare una foto con i ragazzi – e non mi venite a dire che lo facevano perché interpretavano il cosplay di un videogioco o di un fumetto – mentre questi agitavano le bandiere con la croce prussiana. La seconda è la risposta dell’uomo con in mano un bambino di appena qualche anno che dice: “gli stai rovinando la festa” e l’uomo, l’unico a rendersi conto che qualcosa non stesse girando dalla parte giusta, risponde “ma è un gioco il nazismo?“. No, non lo è. Forse si farebbe meglio a leggere qualche libro di storia in più.

Qui sotto, invece, vi mostro il video della curva del Verona che sfotte Balotelli, inizialmente in modo “civile”, poi qualcuno fa il solito ignorante e deplorevole verso che ha acceso l’ira del giocatore della Nazionale Italiana.

Come si cambiano le cose?

La risposta a questa domanda non ha un valore. Sarebbe come trovare il Sacro Graal. L’unica cosa certa è che solo lavorando con la cultura, l’informazione – quella vera e verificata – e il senso civico si può sperare di superare definitivamente questo scoglio che ci portiamo dietro, ormai, da troppi anni. Non è mai troppo tardi per migliorarsi.

Fabio Fagnani
Giornalista e docente, in quest'ordine. Mi piacciono le discussioni, il calcio, il motorsport, il cinema, le serie TV, i fumetti, la tecnologia. Amo la politica e odio i politici. Guardo verso il futuro con un occhio sul passato. Sono stato Coordinatore Editoriale di Urban Magazine, Soccer Illustrated e Riders; contributor per Rolling Stone, Wired.it, Linkiesta.it, Moto.it, Dueruote e voce della MotoGP per Radio Sportiva. Oggi alle prese con la direzione di Cisiamo.info.