Renzi contro Salvini: chi ha vinto?

Lo scontro tra Matteo Renzi e Matteo Salvini è stato uno dei più accesi degli ultimi tempi, almeno dal punto di vista televisivo, ma chi ha vinto?

Come ormai sanno anche i sassi, ieri sera 15 ottobre 2019, sulla Rai, ospiti di Porta a Porta, Matteo Salvini e Matteo Renzi si sono scontrati davanti a 4 milioni di persone collegate con il programma di Bruno Vespa per ben 75 minuti. Una lotta oratoria senza regole, senza filtri, senza “rispetto”. 

Renzi contro Salvini: critiche alla persona

Uno scontro che, diciamocelo, mancava da tempo. L’ultimo scontro davvero interessante è stato quello tra Berlusconi e Prodi di un decennio fa. I due “Mattei” se le danno di santa ragione, più parlando di sventure personali, facendo sempre battute sui propri errori e difetti. Renzi parla del Papeete, del Mojito, del Basta Euro, mentre Salvini sottolinea, con arroganza, la sua superiorità, attuale, nei sondaggi rispetto a quella di Renzi con il suo nuovo partito Italia Viva. 

Renzi contro Salvini: Idee, poche e confuse

Se da una parte Salvini ha continuato a ribadire come la Lega abbia fatto cadere il Governo per un muro invalicabile creato dal Movimento 5 Stelle che rendeva l’esecutivo immobile, Renzi ha sottolineato tutte le attività governative che lui ha fatto e portato a termine con “successo”. Se Salvini ha fatto una mini campagna elettorale, parlando, come sempre, alla pancia delle persone sedute sui divani dall’altra parte dello schermo televisivo, Renzi ha cercato di parlare di contenuti – ma anche con attacchi pungenti – di futuro, ma rifacendosi sempre al passato, ha cercato di portare avanti un discorso politico coerente con la nostra contemporaneità e senza nascondersi dietro attacchi facili al nuovo esecutivo.

Le posizioni

È vero. Renzi ha aiutato il PD ha creato il nuovo Governo per poi lasciare la sua ombra nel centrosinistra e creare il nuovo partito Italia Viva. Una scelta contestabile, poco strategica e rischiosissima dal punto di vista dell’equilibrio del Governo. Renzi però non gioca ad armi pari con Salvini. È Davide contro Golia. Il 5% contro il 34% di preferenze è iniquo. Una battaglia che, nonostante la buona prestazione, non è per niente facile da vincere. È come quando, per chi ama lo sport e tifa una squadra di basso livello tecnico, si sente dire “abbiamo perso, però abbiamo giocato bene”. Giocare bene, in politica, conta ancor meno che nello sport. E Salvini ha dimostrato che sa ancora vincere.

Renzi contro Salvini: chi ha vinto?

Credo che le cose da dire siano due: la prima è che i cittadini hanno bisogno di questo tipo di scontri che devono essere sempre più funzionali per spiegare i progetti, i programmi, le leggi, le intenzioni vere e verificate dei partiti con un contradditorio vero e sano; e i media non devono approfittarsi degli ascolti, ma in questo momento storico supportare con contenuti, con cultura, con voglia, con trasparenza quello che i cittadini devono sapere. 

La seconda, che entra nel merito dello scontro, è dare una risposta alla domanda del titolo. Chi ha vinto? Senza essere democristiani, si potrebbe dire che hanno vinto entrambi, per lo meno dal mio punto di vista. Matteo Renzi è tornato a parlare come sa davvero fare. Ficcante, piccante, puntiglioso, con qualche idea e con la volontà di portare la sua nuova squadra politica almeno al 10% nel breve periodo prendendo voti dal Partito Democratico, da Forza Italia e in parte anche dal Movimento 5 Stelle (poche mosce bianche). Renzi è riuscito a parlare in maniera più intensa, più vera, più democratica, ma non troppo. E a parlato politicamente bene di quello che si può fare. 

Matteo Salvini, invece, ha ribadito come il suo 34% sia lì, saldo (più o meno) nonostante tutto. nonostante l’ilarità del web, e non solo, del Mojito, del Papeete, eccetera, eccetera. Salvini è rimasto lì saldo, ma ha vinto. Ha vinto per la potenza della sua comunicazione che funziona sul suo “pubblico”, che in questo momento è quello che vince nei sondaggi. Se Renzi ha vinto sui temi, Salvini ha vinto nel modo di comunicare. Cito solo uno scontro verbale che spiega bene cosa intendo per vittoria sui temi e vittoria sulla comunicazione (nella boxe, ai punti, probabilmente finirebbe in parità).

Renzi: “Le riunioni che si fanno a livello istituzionale, sono importanti. Lei non ci va mai […]. In Senato, Lei ha votato su 5990 votazioni solo 70 volte. Quando non era ministro, ma andava al Consiglio Comunale di Milano lei aveva una percentuale di presenze dell’1,3%. Se vuoi fare il Ministro, stai nelle Istituzioni. Dovrebbe andare al G20, al G7, non nelle Pro Loco. Secondo punto: la Flat Tax. La legge 190 del 2014 che ha introdotto la Flat Tax e l’ha fatto il mio Governo, Salvini l’ha allargata, ha esteso i limiti […]. È 27 anni che fa politica Salvini, non ha portato a casa nessun risultato, solo tanti spot”.

Salvini: “Io adoro le Pro Loco, l’Italia dei comuni, dei paesi, delle sagre, dei campanili. I casi sono due: o gli italiani sono cretini e mi danno il 33%, o evidentemente se lui ha il 4% e io il 33 vuol dire che qualcosa di positivo si è fatto”. 

Fabio Fagnani
Giornalista e docente, in quest'ordine. Mi piacciono le discussioni, il calcio, il motorsport, il cinema, le serie TV, i fumetti, la tecnologia. Amo la politica e odio i politici. Guardo verso il futuro con un occhio sul passato. Sono stato Coordinatore Editoriale di Urban Magazine, Soccer Illustrated e Riders; contributor per Rolling Stone, Wired.it, Linkiesta.it, Moto.it, Dueruote e voce della MotoGP per Radio Sportiva. Oggi alle prese con la direzione di Cisiamo.info.