Il “nuovo” discorso di Giuseppe Conte

Lettera aperta a Giuseppe Conte. Il suo nuovo discorso è un po incoerente anche se inappuntabile negli obiettivi.

Questa mattina Giuseppe Conte ha parlato. È andata in scena una lunga, tortuosa, complicata – per via delle interruzioni – performance del Presidente del Consiglio per la fiducia alla Camera dei Deputati.

Parola chiave

Il suo discorso è stato lungo, pieno di spunti interessanti e parole ben piantate nero su bianco. Conte ha ripetutamente sottolineato la parola “nuovo” per identificare questo suo secondo mandato che, come ha detto, si augura posso durare per l’intera legislatura. Nuovo. Nei modi, negli obiettivi, nell’atteggiamento e soprattutto nel partito che fa da compagno di squadra. L’unico non-nuovo è proprio lui, Conte. Pure Di Maio ha cambiato mansione all’interno della squadra dei Ministri.

Il suo proclamo, di per sé, è quasi inappuntabile, ma c’è una cosa che stona. Conte ha, di fatto, bacchettato il partito che adesso si mostra all’opposizione, la Lega, scordandosi, forse, che ha condiviso ben 15 mesi prima che Salvini decidesse di sbagliare mossa e far cadere il governo. Conte forse si scorda che l’Europa lo ha spesso fatto passare come manichino, come una marionetta nelle mani dei due vice premier Di Maio e Salvini. Europa che, con all’appoggio del Partito Democratico, è tornata al centro dei progetti di Governo. Fortuna che in questo nuovo esecutivo non ci sono più i vice premier. Un’altra cosa “nuova” rispetto alla precedente esperienza.

Caro Conte ti scrivo

Caro Conte, avvocato del popolo italiano, a volte bisognerebbe anche prendersi colpe, accusare se stessi prima di puntare il dito verso chi ha condiviso sale e poltrone con te fino a qualche settimana fa. Caro Conte il tuo “nuovo” discorso è perfetto, peccato che è un po’ incoerente e probabilmente non avresti dovuto farlo tu. Solo per coerenza. Da oggi in poi, per qualsiasi problema, citofonare Conte i paracadute Salvini e Di Maio non esistono più.