Idonei non vincitori della Polizia di Stato: il confronto con Gabrielli

Una delegazione di militari idonei non vincitori al Concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato è finalmente riuscita a confrontarsi con il Prefetto Franco Gabrielli, capo della Polizia di Stato.

Idonei non vincitori concorso Polizia
Uno degli aspiranti poliziotti col foglio di idoneità chiede al Capo della polizia come mai non è stato ancora chiamato.
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Una delegazione dei circa 220 militari idonei non vincitori al Concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato è, finalmente, riuscita a incontrare e confrontarsi con il Prefetto Franco Gabrielli, capo della Polizia di Stato. Sia al concorso del 2017, che a quello del 2018, infatti, sono rimasti fuori dalle assunzioni rispettivamente 61 e 161 militari che, pur essendo risultati idonei, non sono stati assorbiti dalla graduatoria a scorrimento, come prevede la legge. Costoro erano quindi convinti di essere richiamati l’anno successivo, sempre perché questo prevede la legge, ma invece il Ministero dell’Interno guidato da Matteo Salvini li ha dimenticati a casa.

Idonei non vincitori della Polizia di Stato incontrano Franco Gabrielli

Uno dei partecipanti all’incontro ha raccontato a CiSiamo.info come è andato il confronto.

La novità è che i soldi ci sono, mentre ad Aprile aveva detto che non c’erano. Ha aggiunto che loro sono favorevoli ad assorbirci, ma se non fanno un ampliamento della aliquota militare non possono far nulla. Dice che dipende dalla Difesa“. Qui però il partecipante al concorso non ha capito se per Difesa si intendesse il Ministero della Difesa.

E ancora: “Abbiamo chiesto: se non dipende da voi e quindi dal Ministero dell’Interno, l’ampliamento dei posti dipende dal Ministero della Pubblica Amministrazione? E il Prefetto annuiva facendo sì con la testa“. Il timore degli esclusi è ovviamente che il tutto si trasformi in uno scarica barile. Infatti, dopo che hanno chiesto a Franco Gabrielli a chi dovessero rivolgersi, lui avrebbe risposto “a un parlamentare di maggioranza”.

“Siamo stufi di questa situazione – continua uno degli esclusi -. Da parte nostra abbiamo marcato il fatto che per loro sarebbe un grande risparmio economico perché noi siamo già idonei. Poi che non viene premiato il merito perché chiamano gli 8,250 e noi con punteggi anche di 9,125 e già idonei non ci chiamano”.

Infine: “L’aliquota civile dello stesso bando di concorso sta scorrendo fino al punteggio di 8,250 e, in verità, è composta per la maggior parte da militari in servizio o in congedo, quindi è un paradosso“. Soprattutto se consideriamo che per arrivare al punteggio di 8,250 sono stati commessi 14 errori su 80 domande, mentre gli idonei non vincitori esclusi ne hanno fatti esattamente la metà: 7 errori su 80 domande.

“È un paradosso, quindi, – conclude uno degli esclusi – che i militari che hanno partecipato per l’aliquota militare non abbiano gli stessi diritti dei militari che abbiano partecipato per l’aliquota civile”.

Fabrizio Capecelatro
Sono nato a Milano nell’emblematica data 09/09/90. Napoletano di origini e di "spirito", è alla città partenopea che rivolgo gran parte della mia attenzione di giovane giornalista. Sono autore dei libri "Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando", edito da Mursia nel 2013; "Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", edito da ABEditore nel 2017, e "Omissis 01 – La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore", edito da Tralerighe nel 2018.