Coronavirus, i primi scioperi dei lavoratori Amazon in Italia

Coronavirus: i lavoratori di Amazon incrociano le braccia. Proteste in Toscana, Lombardia, Piemonte e Lazio. I sindacati: "chiediamo più tutele".

Truffa resi Amazon
Pacchi Amazon

Una giornata di protesta quella di oggi nello stabilimento di Amazon di Calenzano, in provincia di Firenze. I lavoratori hanno incrociato le braccia per chiedere il rispetto delle misure di sicurezza definite nel protocollo siglato a livello nazionale.

Coronavirus, Amazon: giornata di protesta a Calenzano

L’annuncio della protesta era arrivato lo scorso venerdì, dopo la notizia che uno dei lavoratori dello stabilimento di Passo Corese, in provincia di Rieti, aveva contratto il Coronavirus.

“Occorre un tavolo per discutere di come ridurre i rischi da interferenza in questa emergenza coronavirus – hanno dichiarato in una nota ufficiale i sindacalisti della Filt Cgil. – Qui si fanno 10 mila consegne al giorno, sono troppe, ogni giorno circa 10 mila pacchi (a stragrande maggioranza si tratterebbe di beni non essenziali) lasciano il magazzino Amazon di Calenzano per raggiungere le case dell’area metropolitana di Firenze”. 

“Questi lavoratori – spiega Filt Cgil – sono preoccupati e vorrebbero ridurre il più possibile i rischi da interferenza in questa emergenza da coronavirus”.

Sul tema è stato allertato anche il Prefetto di Firenze che, secondo i sindacati, si è mostrato aperto al dialogo e al confronto.

Non solo Toscana: proteste anche in Piemonte, Lazio e Lombardia

I sindacati hanno raccontato alla stampa che in queste ore si sono verificate diverse agitazioni negli stabilimenti Amazon d’Italia.

Le proteste di oggi riguardano alcuni stabilimenti in Piemonte, Lazio e Lombardia, dove sono ancora aperte le vertenze per chiedere che venga garantita la salute e la sicurezza degli addetti e che venga limitata l’attività di consegna ai soli beni essenziali. “L’unica strada – prosegue in una nota la Cgil – per affrontare con responsabilità l’emergenza sanitaria è ridurre le attività di modo da consentire la minore esposizione dei lavoratori e adeguare l’organizzazione del lavoro così da permettere il rispetto di tutte le indicazioni del ministero della Salute”.

“Amazon scelga quindi – conclude il sindacato – la via del confronto e dell’interlocuzione con i sindacati e con i lavoratori. La salute e la sicurezza non devono essere sacrificati a nessun interesse economico”.