Dietrofront dei benzinai: “Non è stato proclamato lo sciopero”

La categoria, attraverso le firme sindacali, sottolinea di essere allo stremo: il rischio fallimento è concreto per molti distributori

Sciopero benzinai novembre 2019
Sciopero benzinai novembre 2019

La situazione del nostro Paese è estremamente difficile, non solo per chi è chiamato a stare in trincea negli ospedali per aiutare i malati, ma anche per le categorie che continuano a lavorare nonostante l’incremento delle misure restrittive legate all’emergenza Coronavirus. Nelle ultime ore era così ventilata la possibilità che anche i benzinai potessero astenersi dal servizio, ma così non sarà, anche se ne hanno approfittato per mettere in evidenza come siano ormai vicini al collasso.

I benzinai non scioperano ma chiedono aiuto

“Nessuno sciopero è stato proclamato. I gestori vogliono garantire il servizio ma sono allo stremo e temono di essere costretti a chiudere per causa di forza maggiore” – si legge nella lettera scritta dai sindacati dei benzinai in risposta al Garante, che li aveva invitati a resistere perché considerati una delle categorie essenziali a supporto di chi continua a lavorare.

‘Le scriventi Federazioni intendono immediatamente chiarire di non aver mai in nessun modo organizzato, nè proclamato l’iniziativa di sciopero che viene loro attribuita”- scrivono le Organizzazioni di categoria dei gestori -Faib, Fegica e Figisc/Anisa in risposta alla sollecitazione giunta dalla Commissione di Garanzia sullo sciopero nei pubblici servizi essenziali. -.

È però indispensabile al più presto anche un intervento del governo.”Ciò non toglie che – si legge nella comunicazione congiunta sindacale – le nostre Federazioni hanno ragione di ritenere che i gestori, da soli, in assenza di interventi immediati di sostegno, non sono più a lungo nelle condizioni di sopportare, sia sotto il profilo sanitario che sul piano economico, tutto l’onere necessario, nella presente drammatica congiuntura, ad assicurare la continuità e la regolarita’ del servizio essenziale di cui qui si parla”.

Per questo, proseguono “tenuto conto del silenzio, dell’indifferenza e dell’inerzia di Governo, ministeri competenti, concessionari autostradali e compagnie petrolifere, non era più possibile tacere su quanto sia probabile, se non inevitabile, che accada’.

Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno infine chiesto all’Autorita’ ‘di svolgere una azione di mediazione nei confronti del Governo, nell’interesse condiviso volto a salvaguardare la regolare erogazione del pubblico servizio. “Noi conclude la lettera – insieme con i gestori nostri associati lottiamo per rimanere aperti, non per chiudere’. Questo comparto era già gravemente malato prima dell’emergenza, e come succede a chi è colpito dal virus, se non si interviene immettendo ossigeno, i gestori sono condannati a chiudere e fallire. Ma la mancanza di liquidità, come si comporterebbe qualsiasi virus, non fa distinzioni in funzione dell’essenzialita’ del servizio prestato dall’impresa che colpisce’.