Bombassei: il coronavirus può distruggere l’industria dell’auto

Bombassei: il coronavirus può distruggere l'industria dell'auto. Per questo serve un coordinamento europeo, dice il numero uno della Brembo

Bombassei: il coronavirus può distruggere l'industria dell'auto
Alberto Bombassei

Bombassei: il coronavirus può distruggere l’industria dell’auto. Le ricadute della crisi provocata dal coronavirus sulla filiera dell’automobile possono essere “gravissime”. Lo dichiara in un’intervista al Corriere della Sera Alberto Bombassei, alla guida di Brembo, preoccupato per il settore. “Nella prima settimana di blocco non dormivo la notte. Poi anche i nostri clienti hanno chiuso gli stabilimenti. Dall’Europa agli Stati Uniti il mercato dell’auto è fermo. Certo, le conseguenze per la filiera dell’automotive potrebbero essere gravissime. E’ un’industria che stava già attraversando una fase di radicale cambiamento e di giganteschi investimenti per la spinta all’ibrido e all’elettrico”, aggiunge. E in Europa, secondo l’imprenditore, manca coordinamento . “Lo vedo nell’auto, dovrebbe essere Bruxelles a coordinare le scelte dell’industria e invece andiamo in ordine sparso. Lo dico da tempo, buttare via una tecnologia europea molto evoluta, anche dal punto di vista ambientale, come il motore diesel, mi sembra una scelta scellerata. Questa crisi – continua – dovrà far riemergere la convinzione che davvero abbiamo un destino comune, anche una politica industriale comune. Se in una situazione così difficile prevarranno gli egoismi, il destino delle istituzioni comunitarie potrebbe essere a rischio, compresa la moneta comune”.

Bombassei: il coronavirus può distruggere l’industria dell’auto

Poi si dice “ancor più che in passato, orgoglioso di essere bergamasco“. L’imprenditore, che ha fermato la sua fabbrica fino al 3 aprile, è stato toccato da vicino dalla tragedia del coronavirus. “Ho perso uno dei miei amici più cari, Romano Zanini, un uomo straordinario oltre che un grande appassionato di automobili come me. Se n’è andata anche la moglie in pochi giorni. Sono vicino ai loro figli. A questo aggiunga la sensazione di impotenza che lo stare in casa comporta”.

Ma per Bombasseitutta la città sta facendo uno sforzo enorme. A partire dal sindaco Gori, da chi lavora nei nostri ospedali che sta dimostrando una generosità commovente, dal vescovo”. Quanto alla Brembo, “oggi dobbiamo concentrarci sull’emergenza sanitaria. Non è possibile pensare ad altro. Abbiamo intrapreso un percorso che mi pare l’unico possibile e che può produrre risultati solo con una rigorosa coscienza collettiva”.