Il Coronavirus colpisce il turismo: quasi 2 milioni di italiani annullano i viaggi

A sorpresa, a cambiare i propri piani sono stati soprattutto i giovani

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Foto: Pixabay

La paura di essere contagiati dal Coronavirus è ormai diventata realtà. Impossibile negarlo, soprattutto ora che in Italia si stanno riscontrando i primi decessi. Questo inevitabilmente influisce anche sul nostro modo di agire quotidiano, non solo da parte di chi vive nelle zone considerate a rischio. Sono in tanti infatti ad avere deciso di cambiare i propri piani, anche in modo consapevole e pur senza esserne costretti.

E’ il caso di chi aveva progettato un viaggio di piacere, magari con diverso anticipo. Il numero di persone che ha deciso di annullare tutto è in netta crescita. Ad evidenziarlo è l’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat. Sono addirittura 1.830.000 gli italiani che hanno rinunciato a tutto o che hanno deciso di cambiare la loro meta.

Un sacrificio necessario

Il primo passo da compiere se si vuole evitare di contrarre in virus non è solo quello di rispettare le norme igieniche, ma anche di evitare di entrare in contatto con chi è malato. Ma nonostante questo c’è chi ha deciso di agire in via preventiva e di rinunciare a una partenza a cui teneva.

Tra le persone che hanno annullato la partenza il 62,9% avrebbe dovuto viaggiare all’interno dei confini nazionali, mentre nel solo 19,7% dei casi la destinazione era un Paese asiatico. Nel 2,2% una nazione africana e, nel 15,1% una europea.

A livello nazionale la percentuale di chi ha scelto di annullare il viaggio è stata pari al 6,8%, analizzando i dati su base territoriale si scopre come il fenomeno sia molto inferiore al Nord Ovest (3,4%) e notevolmente superiore al Sud e nelle Isole. Qui la percentuale di viaggiatori che ha deciso di rimanere a casa sale fino al 10,8%.

Non è mancato chi ha fatto una scelta parzialmente differente, ovvero non rinunciare del tutto alla partenza, ma modificare la destinazione. io, ha deciso di cambiare destinazione o aggiungere un’assicurazione. Sono stati 2.530.000 gli italiani che, invece di rinunciare a partire, hanno virato su un’altra località rispetto a quella precedentemente fissata prima dell’esplosione del Coronavirus. Fra questi il 26,7% aveva in programma un viaggio all’estero e, nello specifico, la maggior parte (14,4%) sarebbe dovuto andare in Asia. Il 5,1% aveva in programma un viaggio in Africa e il 11,6% in Europa. Sorprendentemente a cambiare i propri piani sono stati soprattutto i giovani, in particolare quelli in un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni, a seguire, quelli fra i 18 ed i 24 anni.
 

Una tutela non prevista

Non è mancato chi ha fatto una scelta differente, ovvero provare a mettersi in sicurezza sottoscrivendo un’assicurazione viaggio, pur sapendo come questo comporti una spesa non prevista. Ad averlo fatto sono il 6,8% degli intervistati.

A farlo sono stati soprattutto i residenti nel Meridione (9,7%) e nel Centro Italia (8,5%) e i viaggiatori con età compresa fra i 25 ed i 34 anni. Curiosamente, fra chi ha scelto di sottoscrivere questo genere di copertura ancora una volta la meta più frequente era l’Italia (7,8% vs 5,9%).