Ex Ilva, Conte: “Non ci facciamo prendere in giro”

Sulla questione dell'ex Ilva interviene Giuseppe Conte, dopo l'incontro avuto con i vertici di ArcelorMittal e dopo il Consiglio dei Ministri

Ex Ilva (foto AdnKronos)
Ex Ilva (foto AdnKronos)

Il premier Giuseppe Conte si esprime sulla questione dell’ex Ilva in conferenza stampa, al termine del Consiglio dei Ministri e dell‘incontro avuto con i vertici di ArcelorMittal. Per oggi, 7 novembre, ha annunciato la convocazione dei sindacati che sono sul piede di guerra e a loro volta hanno indetto uno sciopero per l’8 novemembre.

Conte sull’ex Ilva

Non ci facciamo prendere in giro”, ha detto il premier Conte, sottolineando che “non è accettabile lasciare 5mila lavoratori e quindi 5mila famiglie senza lavoro e senza futuro. E assicura: “non lasceremo soli gli operai”. “Per me è inaccettabile qualsiasi piano di esuberi”, dice Conte. “C’è un rischio di impresa, parliamo di un player globale attrezzatissimo, profondo conoscitore del mercato. È inaccettabile che dopo un anno si metta in discussione il piano. È inaccettabile la proposta che oggi ci è stata fatta”, prosegue poi.“Nessuna responsabilità sulla decisione dell’azienda può essere attribuita al governo”, precisa, “perché da parte dell’esecutivo c’è la massima disponibilità “a tenere aperta una finestra negoziale 24 ore su 24, d’ora in avanti”.

Poi attacca ArcelorMittal: “Chi non sta rispettando i patti?”. “Noi chiediamo il rispetto del piano industriale”, spiega ancora. “Abbiamo invitato ArcelorMittal a prendersi un paio di giorni per proporci qualche soluzione, aggiunge il premier, per “farci una proposta per assicurare continuità dei livelli occupazionali, produttivi e ambientali”. “Invitiamo l’azienda a rimediare queste sue iniziative, non accettiamo che ci siano iniziative di tutela giudiziaria dal loro punto di vista”, prosegue. “Siamo determinati a difendere con il massimo rigore, a fare tutto quello che è necessario per rilanciare Taranto”.

Le parole di Stefano Patuanelli

Poi è la volta del Ministro Stefano Patuanelli, che prende la parola dopo Conte. E sottolinea: “Riteniamo che non ci sia una reale motivazione strutturale” nella decisione di ArcelorMittal. Infatti, quella dell’ex Ilva è una vertenza industriale. L’azienda, spiega Patuanelli, “ha chiarito sin dal 12 settembre che, a prescindere dagli elementi di contorno, il problema è la loro incapacità di rispetto del piano industriale”.

Il nodo sta nei livelli di produzione, che sono pari a 4 milioni di tonnellate, quando già quest’anno avrebbero dovuto attestarsi a 6 milioni. Ma, spiega ancora il Ministro, “Il piano è stato proposto in un bando di gara”. “Arcelor Mittal non è in grado di rispettare il suo piano industriale e non possono essere i lavoratori e Taranto a pagare”, dice Patuanelli. “A prescindere da ogni altra condizione la società oggi dice che non riesce a produrre più di 4 milioni di tonnellate e che queste non sono sufficienti a remunerare l’investimento. Ma Mittal ha vinto la gara per Ilva promettendo 6 milioni di tonnellate e 8 milioni dal 2024”.