Il carcere per i grandi evasori fiscali entra nella Manovra 2020

Entra nella manovra 2020 il carcere per i grandi evasori fiscali, così come chiesto dal M5S. Compromesso anche sulla stretta sui contanti

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Carcere per i grandi evasori fiscali

Il carcere per i grandi evasori fiscali entra nella manovra 2020, dopo due ore e mezza di vertice fiume. Accordo anche sulla stretta sui contanti, che però partirà dal luglio 2020. Ancora sul tavolo flat tax e e partite Iva, dopo una giornata interminabile di incontri bilaterali.

Slittano a luglio l’estensione del pagamento con il Pos e l’abbassamento a 2000 euro del limite per l’utilizzo del contante. La soluzione è stata resa necessaria dai tempi tecnici per l’allestimento della piattaforma informatica collegata con i principali operatori delle carte di credito. Da definire inoltre anche la lista dei servizi che potranno essere pagati attraverso il Pos, con la possibilità di usufruire del beneficio di restituzione del 19 per cento.

Il commento di Luigi Di Maio

Ho due buone notizie per imprenditori, commercianti, artigiani e per tutti gli italiani onesti”, scrive Luigi Di Maio su Facebook in serata. “Il carcere ai grandi evasori entra nel decreto fiscale, come aveva chiesto con forza il M5S. E anche la confisca per sproporzione entra nel decreto legge”, annuncia il leader del M5S. “Ambedue le norme entreranno in vigore dopo la conversione in legge da parte del Parlamento”, spiega. “D’ora in avanti chi evaderà centinaia e centinaia di migliaia di euro sarà finalmente punito con il carcere. Colpiamo i pesci grossi. Per la prima volta uno Stato forte con i forti e non più forte con i deboli! Uno Stato che non ha più paura e che ritrova il coraggio di lottare contro i colossi! Finalmente tocchiamo gli intoccabili”.

Le multe sul mancato uso del Pos sono posticipate al luglio del 2020, nell’attesa di un accordo sull’abbassamento dei costi delle commissioni delle carte di credito e dei dispositivi per il pagamento”, prosegue poi. “Avevamo detto che sarebbe stato ingiusto colpire migliaia di commercianti prima di non aver provveduto ad abbassare i costi delle commissioni bancarie e siamo riusciti a bloccare il provvedimento. Quindi prima si lavora sulle commissioni e poi si ragiona sul resto”, continua. “Così non criminalizziamo i commercianti e difendiamo migliaia di attività sul territorio nazionale”, conclude poi Di Maio.


Redazione CiSiamo
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