Governatore Banca d’Italia: “Sì a migranti, aiutano donne a lavorare meno”

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ha spezzato una lancia a favore degli immigrati, dichiarando che non devono più essere usati come capri espiatori.

Ignazio Visco, Presidente della Banca d'Italia
Ignazio Visco, Presidente della Banca d'Italia

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha spezzato una lancia a favore degli immigrati, dichiarando che non devono più essere usati come capri espiatori (assieme all’Europa). Serve, dichiara, “un piano efficace” per riattivare la crescita del nostro Paese. Dobbiamo “fondarlo su un’analisi approfondita dei mali della nostra economia, che metta in primo piano le sfide poste dal cambiamento tecnologico e da quello demografico“.

Governatore Banca d’Italia

L’immigrazione può dare un contributo alla capacità produttiva del paese – ha continuato Visco -. Gli studi non rilevano effetti negativi dell’immigrazione sui lavoratori del paese ospitante. Né in termini di tassi di occupazione né di livelli retributivi, può anzi avere un impatto positivo sui tassi di partecipazione e sul numero di ore lavorate dalle donne italiane. Secondo Visco “vanno affrontate le difficoltà nell’integrazione e nella formazione”. Inoltre bisogna “attirare lavoratori a più elevata qualificazione”.

Il governatore della Banca d’Italia lancia poi l’allarme sul calo demografico in Italia. Le “implicazioni per l’attività economica, e quindi per la sostenibilità del debito pubblico e della spesa sociale, sarebbero pesantissime. Anche assumendo che i tassi di partecipazione dei singoli gruppi demografici aumentino ai ritmi mediamente positivi osservati nell’ultimo decennio la riduzione della popolazione attiva prevista dall’Eurostat si tradurrebbe meccanicamente, in assenza di un aumento della produttività del lavoro, in una diminuzione cumulata del Pil compresa tra il 7 e l’8 per cento nei prossimi trent’anni”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.