Porto di Taranto, oltre ai turchi arrivano anche i cinesi

L'accordo tra i turchi di Yilport e i cinesi di Cosco apre nuove prospettive per lo scalo del mar Ionio: i due gruppo potrebbero infatti decidere di gestire insieme alcune infrastrutture portuali.

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Con l’accordo tra i turchi di Yilport e i cinesi di Cosco, per il porto di Taranto iniziano a delinearsi prospettive estremamente interessanti, specialmente nel medio e lungo periodo. Lo scorso luglio, l’autorità di sistema portuale del Mar Ionio aveva assicurato a Yilport la concessione del molo polisettoriale del porto di Taranto, che ritornerà pienamente operativo nel mese di gennaio. 

L’intesa con i cinesi

In questi giorni, oltre alla formalizzazione della concessione al gruppo turco, è arrivata anche la notizia dell’accordo tra Yilport e Cosco, gigante cinese dello shipping, un’intesa che potrebbe rivelarsi estremamente preziosa anche per Taranto. “L’accordo tra i turchi di Yilport e i cinesi di Cosco apre interessanti prospettive per il porto di Taranto”, ha affermato Sergio Prete, presidente dell’autorità portuale del Mar Ionio. A questo punto non resta che aspettare le prossime mosse dei due gruppi, che potrebbero decidere di gestire insieme alcune infrastrutture portuali in Europa. In quest’ultimo caso, le prospettive per Taranto e per il Sud Italia sarebbero particolarmente interessanti.

“Benefici per tutta l’Italia”

Le recenti dichiarazioni di Robert Yildrim, presidente di Yilport, appaiono senz’altro significative: “Mi auguro che con questa concessione possa trarre beneficio tutta l’Italia. Noi siamo presenti a Malta e gestiamo sette porti tra Spagna e Portogallo. Poter entrare in Italia e lavorare qui a Taranto è come colmare l’anello mancante di un puzzle che stiamo costruendo a livello globale”

Riccardo Intini
Dal 2012 scrive regolarmente per giornali locali, nazionali e internazionali. E' giornalista pubblicista dal 2016. Dal 2014 in poi ha lavorato anche negli uffici stampa di alcuni politici di Milano, interessandosi sin da subito al multiforme mondo della comunicazione. Ha una grande passione per la letteratura, ma anche per la storia culturale dell'Asia Centrale e dell'Estremo Oriente.