Tassa sui contanti e prelievi Bancomat, Meloni: “Ora ricominciano”

Confindustria ha detto sì a un eventuale tassa sui contanti e sui prelievi bancomat. Giorgia Meloni: "Siamo alle solite. Torna la sinistra al governo e rispunta fuori la tassa sul prelievo di contante".

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Confindustria ha detto sì a un eventuale tassa sui contanti e sui prelievi bancomat: 2% per chi utilizza i pagamenti elettronici, e una tassa del 2% per chi preleva oltre 1.500 euro al mese. Su tutte le furie Giorgia Meloni: “Siamo alle solite. Torna la sinistra al governo e – con la scusa del contrasto all’evasione fiscale rispunta fuori la tassa sul prelievo di contante. Un classico regalo a quelle banche che in casa Pd (e ora a quanto pare anche per il M5S) sono di casa, per l’appunto“.

Tassa sui contanti e prelievi Bancomat

La leader di Fratelli d’Italia poi continua: “Dopo la patrimoniale e la tassa sulle merendine ora arriva pure la tassa sui prelievi al bancomat. Un regalo pìù grande alle banche che lucrano sulle commissioni di ogni transazione elettronica non si poteva fare! Del Pd lo sapevamo. Ora anche il M5S getta via la maschera e si dimostra un partito pronto ai poteri finanziari. Contrasteremo con ogni mezzo in Parlamento queste tasse liberticide e faremo di tutto per mandare a casa gli sciuscià delle banche!”.

La proposta dell’ex Ministro delle Finanze Vincenzo Visco

Intanto arriva anche la proposta ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco: “Quella di Confindustria su contanti non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, queste vengono aggirate comodamente. Tuttavia evitare l’uso del contante è giusto, uno dei principali delitti del governo Renzi fu quello di alzare la soglia da mille a tremila euro. Il messaggio era chiarissimo: rendere più facile non solo l’evasione fiscale ma anche il riciclaggio”.

E ancora: “Pensa al carcere per l’evasione? Ma neanche tanto, perché hanno fatto condoni per un anno. I ‘manettari’ non si ricordano che noi l’abbiamo avuta una legge del genere, che stabilì che era reato tutto. Quello che accadde è che le scrivanie dei giudici erano sommerse da decine di migliaia di denunce della Gdf e i giudici non ne portavano avanti neanche una”.