Procedura di infrazione: l’Italia è salva

Le cose sembrano essersi messe per il meglio per l'Italia per quanto riguarda la procedura di infrazione che l'Ue vorrebbe aprire

Giovanni Tria
Giovanni Tria
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Si è tenuta la riunione del Collegio dei Commissari Ue per la procedura di infrazione contro l’Italia. Ma il pericolo parrebbe scongiurato, e ci si avvia,verso una chiusura positiva della faccenda dopo che il Governo ha approvato la correzione dei conti. Merito del decreto “salva-conti” che il Presidente della Repubblica Mattarella ha firmato e che sembra accorciare un po’ le distanze tra Roma e Bruxelles.

Infatti il Collegio dei Commissari ha deciso di non raccomandare al Consiglio Ue l’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Procedura di infrazione: i conti dell’Italia

Questo però è quello che riguarda il 2019: sul 2020 invece l’Italia non ha dato nessuna rassicurazione. Bruxelles infatti avrebbe voluto prese di posizione più forti sul calo del debito e sulle misure alternative all’aumento dell’Iva. Ma per ora l’Italia ha messo sul piatto oltre 7 miliardi di euro. In questo modo, per il 2019, i conti italiani sarebbero in linea con il 2,04% di deficit/pil. Però, L’Europa aveva stimato un “buco” più ampio, che è di 0,1 sul 2019 e di 0,5 guardando al biennio 2019-19. La Commissione quindi dovrà decidere se basare le sue valutazioni sul singolo anno o su un intero biennio.

Partita rinviata

Per ora quindi, se non chiude definitivamente la partita, la mossa del governo dovrebbe riuscire ad allentare la morsa sui suoi conti, complice anche il fatto che Vladis Dombrovskis, da sempre a favore della procedura, non sarà presente alla riunione del Collegio. Al contrario, il dossier verrà presentato da Pierre Moscovici, che invece è favorevole ad una linea più morbida. E a favore dell’Italia gioca anche il mutato scenario delle istituzioni europee, che non essendo ancora definitivo aiuterà l’Italia a rinviare il problema almeno all’autunno.

Insomma, il problema resta di trovare una linea che non sia né troppo tollerante né troppo dura nei confronti dell’Italia, che ha comunque dimostrato di fare degli sforzi che gli sono richiesti.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.