Reddito/Pensione di Cittadinanza: presa in giro ?

Intervista “ nel vento” al Vicepresidente Cinquestelle Di Maio. Dopo avere vinto le elezioni, e i posti a sedere nei palazzi, anche sbandierando con forza e calore quella misura innovativa, quasi impensabile, molti rinunciano.

Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza, ultime novità. L'Inps annuncia che ora potranno fare richiesta anche coloro che hanno perso il lavoro di recente


La premessa è che la dignità dei cittadini italiani si misurava sul reddito vitale minimo di 780 euro a testa. A chi non arriva a quel totale, lo Stato versa sulla card gialla postale, presentata con comprensibile orgoglio ministeriale, la differenza. Garantendo così il benessere vitale minimo per la maggiore possibilità d’acquisto di latte, pane e companatico, frutta e verdura a volontà per i vegetariani, e qualche bistecca aggiuntiva per altri che ancora continuano a mettersi nel piatto cotolette d’agnello a Pasqua e costate di manzo agli ormoni, cotte preferibilmente al sangue, negli altri giorni dell’anno.

Quella premessa, mutata in promessa e Legge dello Stato, che doveva vincere la povertà, ha ancora valore, Vicepresidente Di Maio?

ne parliamo in pausa pranzo

Anche agli italiani giovani e meno giovani che il reddito non ce l’hanno per niente, perché non lavorano, e per quanto si possano sforzare d’andare in giro a cercarlo non lo trovano, perché gli imprenditori sono stufi di produrre fatturati che lo Stato gli taglieggia senza ritegno per mantenere “l’amministrazione” dello Stato. Lo stesso Stato che oggi dedica un pezzino delle risorse recuperate raschiando i lati del famoso barile, per dare loro una mano, in attesa del fantomatico lavoro di prossima scoperta, affinchè possano affrancarsi dalla pensione del nonno o dalla “paghetta” che mamma e papà continuano a versare per le piccole spese e minimi consumi voluttuari, come sigarette, birre e discoteca. Oltre vitto e alloggio a casa, cronicamente permanenti. A tutti poi non proprietari d’abitazione veniva dichiarato un contributo alla spesa d’affitto valutato in euro 250, ridotti agli anziani pensionati a 150, forse per la vecchiaia che ha bisogno di meno spazio.

Onorevole Di Maio, riconoscendoLe notevole grinta giovanile e l’impegno sincero per andare oltre lo sfascio trovato, Lei e il Governo ritenete ancora queste misure adeguate ? E correttamente applicate, o “a capocchia” ?

Tutti conoscono lo stato e l’azione delle nostre Forze d’amministrazione dello Stato: burocrati inetti o poco motivati al servizio dei cittadini, “furbetti” del cartellino e non solo, funzionari talora corrotti, e comunque lenti e arroganti. E poi le “orde” della casta: politici e para-politici in servizio permanente effettivo e anche di complemento in tutti i livelli di gestione del paese, una volta fiero di un “boom” e del suo “made” che nel mondo intero era riconoscimento eccellenza,di idee e progetto, ma oggi non produce più lavoro per nessuno.

Dopo il cambio della guardia al piano alto dell’INPS, incaricata di vagliare le domande e controllare lo stato economico effettivo dei, chi dice cinque chi dice sei, milioni di italiani alla canna del gas, tra loro vari senza un tetto proprio e così aspiranti affittuari, cui sarebbero andati gli euro a ciò dedicati, che sembrano in sosta insieme ai sembra 3 miliardi non erogati, rimasti in un caveau del bilancio prima ritenuto insufficiente. A questo punto sono cominciate le sorprese: le domande presentate a Poste e CAF, e pervenute all’Istituto si sono fermate intorno al milione, un quarto delle quali rigettate; i messaggi di conferma hanno nella grande maggioranza dei casi portato cifre ben lungi dal fissato target, rasentando il ridicolo delle decine d’euro..

Ministro Di Maio, è andato tutto bene, secondo le intenzioni di far crescere con i consumi la produzione o è nato il solito pasticcio “all’italiana” ?

Di due pateracchi siamo a conoscenza: una Signora sessantenne, senza mezzi e senza casa, in affitto coi suoi otto animali da guardia e compagnia in un casaletto”sgarrupato” ha ricevuto preavviso di 500 euro (non 780) sulla card che dovrà ritirare. Ad un “assegnato” sociale ultrasettanta, residente senza fissa dimora, ospite in transito precario presso parenti, cui l’INPS eroga al mese euro 638 (mancandone 142+150 al target “vitale”) senza altre entrate né redditi, nè proprietà immobiliari o mobiliari, né titoli in banca, domanda respinta. Poi ci sono i problemi insoluti del lavoro di quelli in età di servizio, da collocare e instradare “formandoli” ai nuovi mestieri della nuova economia nella quale i “lavoratori” tradizionali sono sempre meno richiesti.

Lei Ministro, pensa davvero che assunti 3000 “navigator”, dopo essere “formati” loro, possano trainare i due/tre milioni in attese di colloquio?

Ci sono nel paese Centri per l’Impiego che l’impiego l’hanno dato solo al titolare incaricato, non diretti, non gestiti, praticamente inoccupati nonostante l’incarico assegnato – e retribuito. Ora, si dice, si cambia strada, va bene, ma per trovare una strada nuova ci vuole almeno una piantina, e qui pare che in attesa di elezioni per cambiare l’Europa, nessuno voglia occuparsi di disegnare percorsi, oltre al fatto che alle infrastrutture ci sono problemi oltre che al reparto disegnatori anche nelle stanza dei sottosegretari che perdono le deleghe.

Per chiudere davvero “nel vento” l’intervista a Lei dedicata: continua a credere che il Governo del cambiamento riuscirà a mantenere nei prossimi 4 anni redidui i programmi di contratto, e riportare l’Italia in carreggiata?

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Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.