Assegno di mantenimento, in arrivo una legge che cambia i criteri di assegnazione

Novità per quanto riguarda l'assegno di mantenimento: via il criterio del "tenore di vita" e largo ad una serie di altri criteri. Una legge per dare ordine a una serie di sentenze già in atto

assegno di mantenimento
Novità per quanto riguarda l'assegno di mantenimento: via il criterio del "tenore di vita" e largo ad una serie di altri criteri. Una legge per dare ordine a una serie di sentenze già in atto

Divorzio, stanno per cambiare le regole per l’assegno di mantenimento. E’ previsto per il 13 maggio, infatti, l’approdo in aula di una legge, con prima firmataria le dem Alessia Morani, che eliminerà il criterio del “tenore di vita” per l’assegno.

Una legge che, come spiega Il Messaggero, ha riscosso l’approvazione anche della maggioranza, e dunque, sembra essere “un provvedimento equilibrato“, come sottolineato dalla stessa Morani.

Il commento dei Cinquestelle

Commenti favorevoli alla legge arrivano infatti anche dalla grillina Francesca Businarolo, Presidente della Commissione Giustizia. “Si tratta di recepire in una norma di legge la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione secondo cui l’assegno di divorzio ha natura assistenziale, compensativa e perequativa. Le audizioni di esperti autorevoli hanno confermato l’opportunità dell’intervento legislativo per stabilire criteri chiari e stabili”, sottolinea.

Il nuovo criterio

Si tratta dunque di una legge che nasce con lo scopo di dare ordine ad una serie di sentenze degli ultimi anni, per dare invece “indicazioni precise”, spiega ancora Alessia Morani. Una rivoluzione, alla base di cui ci sarà l’idea che le decisioni sull’assegno di mantenimento saranno diverse a seconda delle condizioni della coppia. Verrà quindi eliminato il concetto di “tenore di vita” per quello più specifico di “condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito della fine del matrimonio”.

Assegno di mantenimento: cosa cambia

Al posto del “tenore di vita” saranno invece presi in considerazione una serie di criteri. Tra questi, vi sono la “durata del matrimonio, età e stato di salute di chi richiede il mantenimento, contributo dato da entrambi ‘alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune’, ‘la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive’, la cura dei figli under 18, disabili o economicamente non indipendenti”, spiega Il Messaggero.

Ci sono anche novità che riguardano le tempistiche. Infatti, se il coniuge che richiede l’assegno sarà in una condizione economica difficoltosa a causa di “ragioni contingenti o superabili”, spetterà al giudice decidere un lasso di tempo entro cui l’altro coniuge dovrà versare l’assegno di mantenimento. Al termine del periodo, scadrà anche l’obbligo del versamento. L’erogazione dell’assegno viene inoltre interrotto nel caso il coniuge richiedente si risposi o abbia una “stabile convivenza”. E se anche la nuova relazione dovesse interrompersi, il diritto all’assegno è perso per sempre.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.