Jean Claude Junker a “Che Tempo che Fa”: “L’Italia è in ritardo”

Ospite di Che Tempo che Fa, Jean-Claude Junker ha espresso il suo parere su alcuni nodi fondamentali dell'economia e della politica attuali

Jean Claude Junker
Ospite di Che Tempo che Fa, Jean-Claude Junker ha espresso il suo parere su alcuni nodi fondamentali dell'economia e della politica attuali

Jean-Claude Junker, Presidente della Commissione europea si è espresso sulla situazione del nostro Paese a Che Tempo che fa. Secondo Junker, il livello del debito italiano “è pericolosamente alto, è da correggere”. “Ma penso che l’Italia sappia quali sono i suoi problemi“, ha poi chiosato il Presidente della Commissione Europea.

Il discorso di Junker

”Penso che la crescita sia in ritardo, che arriverà allo 0,2% cioè sarà in stagnazione, e bisognerà”, quindi è necessario che il Paese trovi “gli strumenti per rilanciare la propria crescita”. Ma dopo l’analisi sul debito ha usato parole rassicuranti: “Dire che l’Italia costituisce un rischio mi sembra un’esagerazione” dha sostenuto. Senza l’Italia”ha assicurato, “la Germania e la Francia non esisterebbero”.

“Ho sempre pensato che senza il motore franco-tedesco l’Europa non possa costituirsi. Se la Germania e la Francia si ritenessero capaci di costruire l’Europa da sole ebbene non funzionerebbe. Ci vogliono anche le mani piccole e le mani degli italiani sono assai grandi”.

Junker sul nodo Tav

Sul problema della Tav, che costituisce ancora un nodo problematico per il governo, solo rimandato ma non risolto, Junker ha affermato: ”Io desidererei che la Tav si facesse“. Infatti, “L’Unione europea cofinanzia con circa 888 milioni di euro il progetto Torino-Lione”, definendola “un progetto importante per motivi economici, sociali e anche ambientali”.

La nuova via della seta

E sulla Nuova Via della Seta. Junker ha sostenuto di essere favorevole, poiché si tratta di un progetto ampio, “che permette all’Asia e all’Europa di cadere nelle braccia l’una dell’altra. Si tratta di un bel progetto, quello che non mi piace tanto è che i paesi europei singolarmente sottoscrivano contratti con la Cina. Ma nell’accordo che l’Italia ha fatto con la Cina non ci vedo alcun pericolo grave”.

Il problema dell’immigrazione

Junker ha poi parlato di immigrazione. “Noi della commissione”, spiega “abbiamo aiutato molto l’Italia”. “Non mi piace che dicano che non si fa nulla. Non è vero. In termini finanziari abbiamo aiutato ampiamente l’Italia, per almeno un miliardo di euro”. Ha spiegato che così l’Italia che è stata alle prese con questo “flusso massiccio di migrazione ha potuto avvantaggiarsi della solidarietà europea che è stata forse insufficiente, ma entro le possibilità di bilancio abbiamo fatto tutto il possibile”.

La Brexit

L’ultimo problema sul tavolo è stata la Brexit, e con parole che non lasciano spazio ad interpretazioni ha affermato: ”Con i nostri amici britannici abbiamo avuto moltissima pazienza. Ma anche la pazienza si esaurisce”. “Vorrei che entro qualche ora, entro qualche giorno, in Gran Bretagna giungessero un accordo sulla via seguire. Sappiamo ciò a cui il Parlamento britannico dice di no, ma non sappiamo ciò a cui potrebbe dire di sì” ha spiegato. Ha poi concluso con una battuta: ”L’altro giorno, in un momento debole della mia biografia, ho detto che se avessimo fatto il confronto tra la sfinge e la Gran Bretagna, la sfinge ci sarebbe apparsa come un libro aperto, mentre vorrei che il libro aperto ci parlasse davvero!”.

Quanto all’ipotesi di un secondo referendum. Junker ha sostenuto che si tratat di una decisone che spetta solamente a Regno Unito, poiché “non spetta a noi dar lezioni ai Britannici in merito alla via che intendono seguire. I Britannici devono decidere quali strumenti utilizzeranno per giungere alla fine di questo processo”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.