Pensione di cittadinanza, assegno anche in contanti e stretta sui finti genitori single

Pagamento della pensione di cittadinanza non soltanto attraverso l'assegnano ma anche con i contanti. La proposta arriva alla Camera.

Pensione di cittadinanza, pagamento anche in contanti
Pensione di cittadinanza, pagamento anche in contanti

L’erogazione della pensione di cittadinanza potrà avvenire attraverso due modalità: non sarà soltanto la card l’unico metodo di riscossione. Anche i contanti, infatti, potrebbero essere un altro. Tutto questo è quanto previsto da un emendamento al Decreto legge del Reddito di cittadinanza e quota 100 presentato dalle relatrici delle Commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera.

Pensione di cittadinanza, cosa prevede la modifica

La proposta di modifica prevede che, stando alla nota illustrativa, «la pensione di cittadinanza venga erogata con modalità ordinarie di erogazione delle pensioni e non per il tramite della carta rdc». Tra gli emendamenti spicca una stretta ulteriore volta a «migliorare la selettività ai fini dell’accesso al reddito di cittadinanza e, allo stesso tempo, evitare comportamenti opportunistici».

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Il problema dei finti genitori single

Anche i conviventi che modificano la propria situazione anagrafica, ma che nonostante tutto vivono sotto lo stesso tetto, sono oggetto di attenta osservazione. La modifica stabilisce che «i componenti già parte di un nucleo familiare a fini Isee o del medesimo nucleo ai fini anagrafici, continuano a farne parte a fini Isee. Ciò anche a seguito di variazioni anagrafiche, qualora continuino a risiedere nella medesima abitazione».

Minorenni

Nel caso dei minorenni, invece, si precisa che si darà seguito alla legge del 2013 secondo la quale «il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio»

Comunicazioni per i Centri per l’Impiego

I Centri per l’Impiego potranno convocare i beneficiari del reddito di cittadinanza anche con «mezzi informali, quali messaggistica telefonica o posta elettronica. Gli stessi strumenti potranno essere utilizzati anche dai comuni, per i lavori socialmente utili».

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Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.