Quota 100, per le donne sarà più difficile raggiungerla

Le donne, a causa di carriere discontinue, riusciranno probabilmente a guadagnare il diritto alla pensione solo raggiungendo il limite di età previsto per la pensione di vecchiaia (che nel 2019 sarà di 67 anni).

crisi di governo, cosa succede ora
crisi di governo, cosa succede ora

Quota 100 sarà destinata a essere il piatto forte della riforma delle pensioni. Il funzionamento è semplice. Con 38 anni di contributi e 62 anni di età i lavoratori potranno anticipare l’uscita dal mondo del lavoro di 5 anni rispetto al requisito anagrafico richiesto per la pensione di anzianità (67 anni). C’è un problema. Le donne, infatti, hanno in media carriere lavorative frammentate, con un’anzianità contributiva media di 25 anni. Rimangono quindi parecchio lontane dai 38 richiesti per la nuova quota 100.

Le donne, proprio a causa di carriere discontinue, riusciranno probabilmente a guadagnare il diritto alla pensione solo raggiungendo il limite di età previsto per la pensione di vecchiaia (che nel 2019 sarà di 67 anni). Andare in pensione prima, per loro sarà molto difficile.

Opzione donna

La via d’uscita riservata alle lavoratrici, che richiede un minor numero di contributi, è opzione donna. Questa, se tutto filerà come previsto, dovrebbe essere prorogata solo per il 2019 dal decreto legge su pensioni e reddito di cittadinanza allo studio del Governo.

La versione definitiva dovrebbe consentire il diritto alla pensione anticipata alle lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2018, hanno maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età di almeno 58 anni per le lavoratrici dipendenti e almeno 59 anni per quelle autonome.

Avvertenza. Chi accede a opzione donna deve sapere che l’assegno di pensione sarà ricalcolato interamente con il sistema contributivo. Questo potrebbe portare una penalizzazione anche fino al 40% nel caso in cui la lavoratrice goda anche del metodo di calcolo retributivo o anche misto. D’altra parte opzione donna consente un anticipo dei tempi di percezione dell’assegno superiore anche a otto anni.

Ape Sociale

Nel decreto legge allo studio del Governo è contenuta anche la proroga dell’Ape sociale. Si tratta della possibilità di anticipare la pensione per chi ha 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi e si trova in comprovate condizioni di disagio. Vale per i disoccupati che hanno concluso l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi con 30 anni di contributi. Non saranno esclusi poi i lavoratori che assistono familiari conviventi di 1° o 2° grado con disabilità grave da almeno 6 mesi con 30 anni di contributi. Vale per dipendenti che svolgono un lavoro pesante (e lo hanno svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7) con 36 anni di contributi. Per accedere a questo canale le lavoratrici madri possono beneficiare di un anno di sconto dei requisiti contributivi per ogni figlio.

Pensione anticipata

Da ultimo resta la possibilità di anticipare di un anno – rispetto agli uomini – l’uscita dal lavoro con il canale della pensione anticipata. I requisiti per il 2019 dovrebbero essere per le donne di 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva. Questo a prescindere dall’età anagrafica. L’assegno potrà essere ottenuto solo dopo tre mesi dopo dalla maturazione dei requisiti (finestra mobile).

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.