Alitalia, Di Maio: “Non è un salvataggio ma un rilancio”

Fs ha presentato l'offerta vincolante. E il Vicepremier Luigi Di Maio rassicura i sindacati: "non ci dovranno essere esuberi".

Di Maio
Il Vicepremier, Luigi Di Maio.

Alitalia,nuovo piano industriale previsto entro fine gennaio. Principali attori saranno le Ferrovie dello Stato, e partner internazionali. È questo il fulcro dell’operazione Alitalia che, sulla falsariga delle altre compagnie europee, vedrà un ingresso diretto del Ministero dell’Economia e delle Finanze con una quota intorno al 14% nel capitale della newco che verrà costituita. La misura è ora al vaglio del Governo e sarà oggetto di una trattativa con l’Unione europea .

A seguito della decisione del Governo di prorogare per altri sei mesi la scadenza per la restituzione del prestito ponte di 900 milioni , il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi di Maio, fa il punto con i sindacati.

Le dichiarazioni di Di Maio

“Abbiamo un occhio particolare ai livelli occupazionali: non ci dovranno essere esuberi” dice Di Maio. Un rilancio, appunto, con la massima tutela dell’occupazione sul modello Ilva. Non si tratta di un salvataggio. Lo puntualiza il Vicepremier ai rappresentanti delle 16 sigle sindacali e delle associazioni professionali di categoria, presenti ieri al tavolo al Mise. Il concetto chiave per il futuro di Alitalia è proprio questo, ed è stato sottolineato dal Ministro nel corso dell’incontro. “Sono molto fiducioso che Alitalia possa essere rilanciata e essere all’altezza delle sfide sui mercati e che gli italiani non debbano metterci più soldi. Le Ferrovie hanno fatto la propria offerta vincolante e c’è tanto interesse sui mercati e questa può essere una grande occasione per andare a prendere i turisti e portarli In Italia”.

Il progetto

La partecipazione di Fs

Nei due mesi esatti passati dall’ultimo incontro con i sindacati sono stati compiuti grandi passi e sono state gettate le fondamenta del progetto. Luigi di Maio ha dichiarato di aver mantenuto le promesse fatte lo scorso 12 ottobre. Le Ferrovie dello Stato hanno infatti presentato la propria offerta vincolante.  Entro il 31 gennaio ci sarà quindi il piano industriale e insieme a soggetti di mercato, una delle condizioni vincolanti che hanno posto le Ferrovie quando hanno presentato la loro proposta.

La ricerca dei partner esterni

Una ricerca, quella del partner, che è in corso “senza pregiudizi”. “Le manifestazioni di interesse sono arrivate solo da EasyJet e Delta ma non ho alcun pregiudizio verso altri attori e alle Ferrovie nessuno nega di poter ricercare partner oltre a chi ha presentato le offerte”, dice Di Maio. “Se le Ferrovie dovessero trovare un altro partner, potranno sicuramente costruire un piano insieme a lui”, precisa poi. Il Vicepremier non si pronuncia sulla possibilità che Delta e EasyJet possano costituire un consorzio in vista di una partnership con Alitalia, e mantiene una linea prudente. E conclude: “A gennaio i tempi saranno maturi per avere e valutare un piano abbastanza dettagliato”. In attesa che le Ferrovie concludano la loro confirmatory due diligence, come previsto dall’offerta vincolante, l’orizzonte temporale dell’operazione Alitalia è rimandato al nuovo anno.

Il rilancio della compagnia

Per Di Maio quindi “si può ora dire che non stiamo più lavorando al salvataggio ma al rilancio della compagnia e se vogliamo, possiamo avere la prima azienda al mondo ferro-aereo-gomma. Ora abbiamo già i presupposti per poter arrivare a gennaio a un piano industriale che vede al centro Fs e uno o più partner industriali”. Ii sindacati sono invece prudenti, e  sottolineano le rassicurazioni ottenute ieri sul fronte occupazionale e sul rilancio industriale della compagnia.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.