Smartphone, non se ne può fare a meno: giovani a rischio

Uno studio del KIng's College di Londra lancia l'allarme: un bambino su quattro avrebbe un rapporto problematico con lo smartphone

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La dipendenza da smartphone è ormai sempre più diffusa (Foto: Pixabay)

Pensare di restare anche solo per un’ora lontano dal proprio smartphone sembra essere quasi impossibile. Il nostro apparecchio, infatti, non viene utilizzato ormai solamente per effettuare telefonate e mandare messaggi, oltre che per compiere molte altre azioni quali essere aggiornati sulle ultime notizie, consultare le email, fare video e fotografie e giocare. La dipendenza è ormai diventata talmente forte da avere a volte addirittura l’idea che questo stia suonando, anche se in realtà non è vero.

I vantaggi che questo device ci garantisce sono numerosi, anche se spesso questo ci porta, quasi involontariamente a trascurare i rapporti umani. Un aspetto su cui ha insistito proprio ieri anche Papa Francesco durante l’Angelus: “A tavola smettete di chattare con i telefonini: i ragazzi e i genitri dovrebbero approfittare del pranzo o della cena assieme per parlare, comunicare e raccontare” – è stato l’appello del Pontefice.

Un legame difficile da troncare

Proprio l’approccio con il nostro telefono (a cui per alcuni si aggiunge anche il tablet) ha inevitabilmente modificato anche la nostra quotidianità. La prima cosa che ognuno di noi finisce per fare la mattina è proprio accendere lo smartphone, anche se c’è chi addirittura non lo spegne nemmeno durante la notte.

Ormai anche i bambini imparano sin da piccolissimi a maneggiare il dispositivo senza alcuna difficoltà, decisamente meglio di quanto sanno fare anche molti adulti.

Questo modo di agire ha però anche dei contraccolpi non del tutto positivi. A metterlo in evidenza uno studio portato avanti da Nicola Kalk del King’s College di Londra e pubblicato sulla prestigiosa rivista specializzata BMC Psychiatry. I ricercatori hanno messo in evidenza quanto questo modo di agire possa essere nocivo per i bambini: per uno su quattro il legame con il dispositivo sarebbe addirittura problematico. L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 40 mila persone da tutte le parti del mondo in cui è stato rilevato l’elevato numero di ore giornaliere trascorse davanti allo schermo.

Ansiosi se si è lontani dallo smartphone

Sembra che una sostanziale minoranza in adolescenti e giovani di vari Paesi si stia manifestando un modello di comportamento che riconosciamo in altre dipendenze. –  ha affermato il dott. Kalk – La qualità delle prove è scarsa, ma è sufficiente per giustificare ulteriori indagini”.

Addirittura, come hanno rilevato gli studiosi, la dipendenza dal telefono sarebbe diventata ancora più diffusa rispetto ad altre cattive abitudini quali bere e fumare. L’utilizzo maggiore coinvolge soprattutto Facebook, social a cui ci si iscrive sin da giovanissimi, spesso senza prendere in considerazione quanto questo possa permetterci di entrare in contatto anche con malintenzionati.

I sintomi di questa dipendenza non sono da sottovalutare: ansia quando non si ha il device tra le mani, depressione (a quanto pare il pericolo maggiore), stress, insonnia e risultati scolastici più bassi.

Per far sì che il fenomeno possa ridursi sarebbe consigliabile un sostegno anche da parte delle famiglie: “Una delle cose più critiche che i genitori devono considerare – ha sottolineato il professor Russell Viner, presidente del Royal College of Paediatrics and Child Health – è se il tempo sullo schermo sta avendo un impatto negativo su altre attività come la scuola, le relazioni o altri interessi”.