Acceso e Spento

Avere una casa completamente domotica non è semplice e soprattutto è costoso. A meno che non utilizziate SONOFF.

Voglio continuare questo viaggio nel mondo della domotica e degli assistenti vocali anche questa settimana perché è indubbio che oramai, visti i dati di diffusione, il concetto stesso di parlare con le cose inanimate ci intriga particolarmente. E non solo quelli che, come me, hanno vissuto la fantascienza anni 80 e 90 e hanno alimentato la propria fantasia con un futuro in cui tutto è interconnesso, la vita è più facile e le automobili volano. Anzi. Forse ancor di più le generazioni più recenti, figlie non solo della fantasia di cui sopra, ma di fatti e scoperte molto più concreti.

Casa domotica: quanto costa?

È in questo contesto che ci vengono proposte giorno dopo giorno molteplici offerte su dispositivi in grado di fare miracoli. Sembra però che nessuno tenga in considerazione una questione piuttosto importante: i costi.

Perché se è vero che oggi possiamo portarci a casa un assistente come Alexa di Amazon o un Google Home a poco più di 50 euro (se non meno), è altresì vero che se vogliamo connetterlo per comandare, ad esempio, delle luci o degli interruttori allora la spesa sarà ben più elevata.

Basti pensare ai vari kit di Philips con le sue lampade HUE (che comunque presuppongono la presenza di un HUB proprietario e vi costringono a cambiare le lampadine se non addirittura le lampade intere). 

Ma quanti di noi oggi hanno in casa delle “lampadine”? E soprattutto con che attacco?Insomma, si è costretti a fare un acquisto che ne presuppone molti altri e ben più cari. A meno che… una soluzione c’è, a ben guardare: si chiama SONOFF.

Casa domotica: cos’è SONOFF?

Si tratta di un piccolo dispositivo facilmente installabile e soprattutto talmente piccolo e discreto che potrete anche riuscire a nasconderlo dentro le scatole delle prese di corrente (se sono sufficientemente spaziose, beninteso).

Cosa fa? Semplice: rende qualsiasi interruttore di corrente intelligente. Si installa tra il vostro interruttore e qualsiasi elettrodomestico o lampadina, lampadario, luce, forno… insomma, quello che vi pare. 

Come? Ancora più semplice: si connette al vostro WI-FI e, tramite immancabile app dedicata, si aggiorna, si comanda e si connette al vostro sistema, sia esso quello di Amazon o quello di Google. E recentemente pure ad HomeKit di Apple, per i più esigenti.

In questo modo potrete comandare tutto quello che volete semplicemente chiedendolo al vostro assistente preferito o con un tap sul vostro dispositivo.

La cosa più bella? Il prezzo. Potrete farlo spendendo tra i 5 ed i 10 euro per singolo dispositivo (ma si trovano  anche dei “bundle” da due o tre pezzi) e qualcosina in più se volete le versioni più complesse con multi interruttore e capaci di comandare più dispositivi contemporaneamente.

La app, dicevo, è eWeLink, in grado di comandare e gestire dispositivi di più di 80 brand differenti, gratuita e soprattutto sicura: il fatto stesso che Apple recentemente abbia abbracciato il consorzio fa intendere che in merito alla questione sicurezza potremo stare sereni.

Casa domotica: sicurezza? No problem.

Perché il problema più grande oggigiorno è proprio questo: dare in mano a server e gestori esterni parte delle nostre informazioni. Ci sono stati casi di marchi ben più blasonati “bucati” da hackers dando il via a intrusioni indesiderate. Immaginatevi il poco controllo su dispositivi meno noti che, seppur economici, possono mettere a rischio i vostri dati (e ce ne sono parecchi).

Ecco, qui dovremmo (il condizionale è d’obbligo, lo immaginerete anche voi) essere tranquilli e con poche decine di euro saremo in grado di controllare finalmente la nostra abitazione e chiedere ad Alexa di spegnere le luci in cucina, ad esempio o, più comodamente, dare a Google il buongiorno per vedere tutte le nostre luci accendersi magicamente (e viceversa).

Da questo momento in poi sarà solo questione di creatività nel programmare i propri gruppi o le proprie “routine” sull’una o sull’altra piattaforma per fare (quasi) tutto quello volete comodamente dalla vostra poltrona o da fuori casa.

Max Schenetti
Malato di tecnologia dal (circa)1993, muore dalla voglia di provare tutto lo scibile al silicio. Nel corso degli anni accantona una discreta esperienza e disperde una notevole quantità di denaro, scrive diversi pezzi giornalistici, per lo più recensioni e anatemi, in giro per il web (e non) e continua nella sua affannosa ricerca del dispositivo perfetto.