Freddo, dove sei?

Riscaldare le nostre case ha sempre un costo piuttosto elevato ma c’è modo di risparmiare pur mantenendo le nostre case calde ed accoglienti, si chiama NETATMO.

Sarà che non ci sono più le mezze stagioni, sarà che il caldo che sta attanagliando il pianeta ci sta lentamente uccidendo (fisicamente e mentalmente) o più semplicemente sarà che non se ne può più delle zanzare. Fatto sta che l’inverno è alle porte e l’idea di poter ricominciare ad andare in giro con giubbotti e cappotti è allettante più che mai, perlomeno per me.

Questa necessità, però, porta con sé anche il pensiero di ricominciare ad utilizzare il riscaldamento in casa. A meno che non siate come i miei vicini di origini nordiche che, fermamente convinti di quanto faccia male alla salute e temprati a ben altre temperature… non lo utilizzano!

C’è bisogno di calore

Riscaldare le nostre case ha sempre un costo piuttosto elevato ma, oggi come oggi, c’è modo di risparmiare non poco, pur mantenendo le nostre case calde ed accoglienti.

Da circa un paio di anni utilizzo uno dei famosi termostati intelligenti disponibili sul mercato. Quando, nel lontano 2011, per la prima volta vidi che negli USA era disponile un cosino rotondo dal design accattivante (il NEST) che era in grado di controllare la caldaia e regolarla in base alle proprie abitudini cominciai a seguirne l’evoluzione. 

È vero che i termostati regolabili e programmabili esistono da tempo immemore ma, lo vedremo, qui si parla di un “piccolo passo per voi ma un grande salto del genere umano” (Perdonate la licenza poetica).

Purtroppo o per fortuna prima che il NEST arrivasse in Italia (nel frattempo nel 2014 l’azienda è stata acquistata da Google, NdR) con quella che era ormai la terza generazione, si erano già affacciati sul mercato altri produttori che in breve tempo hanno assunto una posizione dominante.

Bene per il mercato e per gli utenti, meno bene per “Big G”. That’s business.

Insomma, fu così che, dopo solito studio ed attenta riflessione, mi sono orientato verso un brand d’oltralpe che non tutti conosceranno: NETATMO.

I motivi sono stati molteplici: la compatibilità con virtualmente tutti i marchi e modelli di caldaie, il design particolarmente brutto (si, avete letto bene, BRUTTO) e, più importante, il fatto che il termostato desse la possibilità di essere utilizzato e gestito in ogni angolo della casa, indipendentemente dal posizionamento dei cavi del vecchio regolatore.

Perché “brutto”? Perché, nonostante l’azienda (francese) si vanti di averlo fatto disegnare niente meno che dal famosissimo designer Philippe Starck (francese), trovo che sia veramente orrendo. È uno scatolotto quadrato con un display non retroilluminato, piccolissimo e di difficilissima lettura, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità. Come anticipato, però, i suoi punti di forza sono ben altri.

Innanzitutto il fatto che il termostato/sensore sia “libero”, cioè funzionante a pile e posizionabile ovunque vogliate. A pensare al collegamento fisico ci pensa il relè che dovrete collegare ai fili a muro del vecchio e che comunica via wireless con l’orrendo scatolotto. 

Direte “Perché dovrebbe essere importante?”. Beh, ad esempio a casa mia il vecchio era posizionato all’entrata, vicino alla porta finestra e rimaneva coperto dalle tende. Morale: quando lì c’erano 15 gradi in casa ce n’erano 25. Capirete anche voi la difficoltà di regolarne bene il funzionamento per tutta l’abitazione. Potrete anche portarvelo in giro per casa o ampliare l’impianto con altri sensori e valvole termostatiche su ogni termosifone. La modularità è incredibile.

Tempo impiegato per la sostituzione del vecchio: 5 minuti (certo, dovete avere una presa vicino perchè il relè necessita di corrente).

Perché, però, dovrebbe essere utile e risparmioso? Credetemi, se lo chiamano “intelligente” un  motivo c’è. E qui viene il bello.

Ovviamente il tutto è correlato da APP dedicata, controllabile da smartphone, tablet ma anche da computer con accesso web (e non tutti lo sono). Potrete quindi anche attivare o disattivare a distanza il sistema.

Si procede con la programmazione indicando la dimensione della casa, la tipologia di riscaldamento (a pavimento o termosifoni), gli orari e le temperature preferite, quando prevedete di essere a casa e quando invece siete sicuri di non esserci (ma si può anche fare in modo di attivare la geolocalizzazione così saprà da solo se siete in casa o no).

Sappiate subito una cosa: ha bisogno di tempo. Dovrà imparare ma dopo penserà a tutto lui.

Qualche settimana e capirà i vostri gusti, le vostre temperature preferite, quanto tempo prima del vostro risveglio, ad esempio, dovrà cominciare a pre-riscaldare la caldaia che magari di notte preferite spenta, quando dovrà spegnersi del tutto o quando invece dovrà funzionare “ a manetta” cioè mai.

Perché è proprio qui che sta il trucco: con il vecchio metodo “acceso/spento” le vostre caldaie funzionavano così: temperatura sotto il valore desiderato? ON. Temperatura sopra il valore desiderato? OFF. Punto.

Ora, al contrario, la capacità di “previsione”, unita ad algoritmi di calcolo proprietari, fa in modo che le caldaie non funzionino solo al massimo della potenza o rimanendo spente ma è in grado anche di mantenerle “dormienti” per riprendere gradualmente o funzionare parzialmente.

Insomma, molto banalmente, è stato introdotto il concetto di “un pochino” anche negli interruttori che invece, per definizione, dovrebbero funzionare solo in ON/OFF. Capirete da soli quanto solo questo aspetto possa far risparmiare.

Altra cosa molto utile il fatto che ogni mese riceverete via email (e notifica) un resoconto di quanto avrete risparmiato anche confrontando con altre abitazioni di pari metratura. Vi dico solo che mediamente mi arriva un riepilogo che indica circa 30/35% di funzionamento in meno rispetto ad un utilizzo normale. Il tutto confermato dalle bollette pre-termostato intelligente.

E con quello che costa il gas naturale oggigiorno è un bel risparmiare e nel giro di un inverno vi sarete ripagati della spesa. Ah, quasi dimenticavo: ovviamente il tutto è gestibile anche con ALEXA, Google Assistant ed Apple HomeKit.

Max Schenetti
Malato di tecnologia dal (circa)1993, muore dalla voglia di provare tutto lo scibile al silicio. Nel corso degli anni accantona una discreta esperienza e disperde una notevole quantità di denaro, scrive diversi pezzi giornalistici, per lo più recensioni e anatemi, in giro per il web (e non) e continua nella sua affannosa ricerca del dispositivo perfetto.