Facebook censura Leonardo da Vinci: la denuncia

L'algoritmo di Facebook censura un carbonicino di Leonardo da Vinci perché raffigurante un giovane nudo: questa la denuncia di Silvano Vincenti

Facebook censura Leonardo da Vinci
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Questa volta, a finire nel mirino dell’algoritmo di Facebook rischiando la censura per il contenuto ritenuto inappropriato è stato l‘Angelo Incarnato di Leonardo Da Vinci. Niente foto di giovani discinte, dunque. Solo un disegno a carbonicino del Maestro, che raffigura un giovane dal sorriso beffardo, con il corpo nudo e il membro maschile eretto. Un ritratto, forse di Gian Giacomo Caprotti, detto Salai, amico e forse amante di Leonardo.

La censura di Facebook di Leonardo da Vinci

Proprio la parte inferiore del corpo è stata censurata da Facebook, in osservanza al divieto di pubblicare immagini di nudo sulla piattaforma social. Questa è la denuncia di Silvano Vincenti, presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici Culturali e ambientali. E racconta quanto accaduto sulla pagina Facebook “L’invisibile nell’arte”, che lui stesso cura.

L’insensata mannaia della censura del tribunale dell’inquisizione informatica ha decapitato la riproduzione”. “E’ un fatto gravissimo che calpesta brutalmente e violentemente la piena libertà di espressione artistica”, denuncia Vincenti. A cui Facebook risponde: Non sono ammessi immagini con contenuti caratterizzati da posizionamenti sessualmente suggestivi o che mostrano molta nudità (anche se per motivi artistici o educativi) a causa della loro natura altamente sensibile”.

Un’offesa a Leonardo da Vinci

“La motivazione addotta è vergognosa, ridicola, degna dei sistemi autoritari di marca nazista, fascista e comunista”, sottolinea Vincenti. “Per secoli si è combattuto per la libera espressione artistica e l’occhio censore del social network ha vestito i panni del peggior oscurantismo della storia recente. Maggiore violenza e offesa a Leonardo da Vinci non si poteva arrecare”. “Procederemo immediatamente ad una raccolta firme rivolta alle istituzioni europee ed italiane perché venga tutelata la libertà di espressione artistica e di divulgazione delle opere di tutti gli artisti. Si stanno predisponendo altre iniziative per l’affermazione di un principio non calpestabile”, conclude poi.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.