Adrian, la “serie evento” è un flop di ascolti costato 20 milioni

La serie di Adrian è stata un flop colossale. Già dai primi episodi si sapeva che difficilmente sarebbe stata un successo. Gli ascolti erano bassi, le critiche tante, troppe.

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La serie di Adrian è stata un flop colossale. Già dai primi episodi si sapeva che difficilmente sarebbe stata un successo. Gli ascolti erano bassi, le critiche tante, troppe. L’idea della serie risale addirittura a 20 anni fa, e forse là doveva rimanere. Prima di Mediaset era stato Sky a credere di poter trasformare Celentano in un cartone, ma dopo anni di tentativi (inutili) non se ne fece niente, e fu un bene così.

Sky – si narra – avrebbe investito circa 7,5 milioni per finanziare il progetto che Celentano definiva “innovativo e complesso”, poi ha detto basta e si è tirato indietro, annunciando inoltre una battaglia legale per chiedere la risoluzione del contratto.

L’annuncio di Mediaset

Dopo Sky è stata Mediaset ad abboccare. Nel 2015, Pier Silvio Berlusconi annuncia per la prima volta che Adrian sarà nei palinsesti di Mediaset. Ma è solo nel 2019 che si muove qualcosa. Tuttavia, niente andato come previsto. Il cartone non a ascolti, viene criticato perché è fatto male e perché Napoli si riduceva a uno stereotipo caricaturale di “Capitale della Mafia”.

Inoltre, preannunciando la sciagura, la nave varata con il nome di Adrian che sta per affondare, molti dei vip che dovevano partecipare abbandonano urlando “si salvi chi può”. Tra di loro Teo Teocoli, Michelle Hunziker e Ambra Angiolini, mentre Milo Manara ha preso le distanze (“Adrian non l’ho disegnato io”).

I costi

Solo un dato della serie si è rivelato top. Gli ascolti dell’ultima puntata andata in onda sono affondati al 7,7% di share, Troppo poco per un evento costato quasi 20 milioni di euro.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.