Sanremo 2019, la protesta (illegittima) di Ultimo

Ultimo ha puntato i piedi e, forse per alimentare il fuoco delle polemiche, magari ben sapendo che più si parlerà di lui più ritorno mediatico avrà, non si presenta a DomenicaIN, dove era atteso dopo il Festival.

Ultimo
Ultimo, secondo classificato

Sanremo 2019 si è chiuso con il botto. Non sto parlando però degli ascolti televisivi. Sto parlando del finale polemico (e per certi versi imbarazzante) che è andato in scena sul palco Ariston. Ultimo, il favorito, il più votato dal pubblico, ha perso e a vincere è stato Mahmood, terzo al televoto ma primo per la giuria.

Ma Ultimo non ci sta. Non accetta la sconfitta. Per lui il voto del pubblico a casa valeva di più di quello della giuria. Ultimo voleva essere primo, ma è arrivato secondo. E si sa, il secondo è solo il primo dei perdenti.

Il gesto di protesta di ultimo

Ultimo quindi ha puntato i piedi e, forse per alimentare il fuoco delle polemiche, magari ben sapendo che più si parlerà di lui più ritorno mediatico avrà, non si presenta a DomenicaIN, dove era atteso dopo il Festival. in realtà era atteso anche al Rosario della sera da Fiorello, ma anche qui ha dato buca.

In un video su Istagram ha spiegato i motivi per i quali si è arrabbiato, i motivi per cui ha messo il muso.

In particolare si è concentrato sul fatto che il valore del televoto sia meno importante di quello dei tecnici, sala stampa più giuria d’onore. Un assist raccolto immediatamente dalla politica, o almeno da una parte di essa.

Luigi Di Maio

Ultimo ha trovato immediatamente l’appoggio del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Quest’ultimo, come si legge in un suo post su Facebook, la prende lunga, fa un giro tortuoso per poi arrivare al suo punto, al suo solito punto: quello per cui 1 vale 1, quindi era quello del pubblico il risultato da prendere per buono.

Di Maio arriva quindi ad annunciare che dall’anno prossimo ci sarà solo il televoto, perché “i giornalisti sono troppo lontano dalla realtà per decidere il vincitore del Festival”.

No, 1 non vale sempre 1

Non è vero che 1 vale sempre 1. 1 non vale sempre 1 perché è il giudizio tecnico di un giornalista che si occupa di Spettacoli ha comunque degli strumenti differenti per analizzare i testi, le musiche, il messaggio oppure ancora, se non è un giornalista, ha gli strumenti per analizzare la presenza scenica sul palco, le potenzialità come personaggio di spettacoli. Tutte cose che le persone da casa non possono valutare perché non ne hanno gli strumenti e le competenze.

Ovviamente questo non vale quando si tratta di eleggere per esempio i rappresentati delle Camera, dove effettivamente 1 vale 1, dove quindi il voto di un idraulico vale giustamente quanto quello di un giornalista o di un medico. Altrimenti, se così non fosse, non saremmo in una democrazia, ma in un’oligarca.

Non vale per una competizione musicale

Qui si tratta di proclamare il vincitore di una competizione musicale. Il giudizio tecnico ha ordunque un valore maggiore rispetto a quello popolare, che comunque rimane una componente importante. Ultimo non doveva arrabbiarsi, doveva accettare il giudizio tecnico ben sapendo che probabilmente, grazie al successo riscosso tra il pubblico, la sua carriera musicale sarebbe comunque decollata.

Vi immaginate cosa succederebbe se il Pallone d’Oro lo scegliessero i tifosi? Vedremmo i tifosi della Juve votare per un giocatore della Juve, i tifosi del Real Madrid votare per uno del Real Madrid, quelli della Ternana votare per un giocatore della Ternana. E chi sa, magari così avrebbe vinto il Pallone d’Oro anche Coco, e magari lo avrebbe vinto dopo la notizia delle sue foto scandalose acquistate da Corona e fatte sparire da Galliani.

Non vale nemmeno sempre in democrazia

Non è finita, quello che Di Maio non capisce, o che non vuole capire, è che nemmeno in Democrazia tutto può essere deciso tramite “voto popolare”. Chi, infatti, in un apposito quanto impossibile referendum riguardante il “pagare o meno le tasse”, voterebbe sì?

E ancora, l’autodiagnosi di un paziente, informatosi su Google del suo mal di testa, ha lo stesso valore di quella di un medico?

Il televoto

Ora, non è vero che solo con il televoto non ci sarebbero polemiche. Tante volte, in altre competizioni, in altri talent show, dove il vincitore è stato eletto dal pubblico, abbiamo assistito a polemiche ancora più accese. Spesso il televoto ha fatto vincere personaggi che poi sono spariti, mentre altri, snobbati dal pubblico, hanno avuto una carriera più durevole.

Inoltre il televoto non c’è sempre stato, è stato aggiunto in seguito. E non è vero che ha un ruolo marginale. Innanzitutto permette di capire la differenza tra le preferenze del pubblico e quelle degli esperti, e poi può effettivamente influenzare il giudizio di questi ultimi. Se, per esempio, le preferenze per Ultimo da parte del pubblico avessero toccato soglie vicine al 100% difficilmente sarebbero passate inosservate per la giuria.

Le accuse di Ultimo alla stampa

Ultimo, tuttavia, non si è limitato a protestare. Ha anche rivolto accuse pensanti ai giornalisti della stampa, dicendo di essere stato da loro insultato (assieme al Volo).

Ultimo, mi rivolgo a te, se sei stato insultato mi dispiace, ma le accuse le devi provare. Lo dice anche la giurisprudenza: è chi accusa che deve produrre le prove delle accuse e solo a quel punto eventualmente chi si difende può presentare prove che confutino quelle dell’accusa.

È vero, ormai la figura del “cantante maledetto” e “ribelle” va di moda. Piace al pubblico e, se il cantante riesce ad assumere un’aria tenebrosa, piace anche alle donne. Eppure, non posso fare a meno di pensare che Ultimo stia seguendo l’atteggiamento sempre più comune della nuova classe politica. Vi ricordate, infatti, cosa aveva detto, e come si era comportato Toninelli qualche tempo fa?

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