Festival di Sanremo 2019, lo sfogo de “Il Volo”: “noi, insultati dai giornalisti”

A qualche giorno dall'episodio, Il Volo pubblica sui social un post in cui denuncia le parole di critica dei giornalisti alla loro performace.

Il Volo
Il Volo denuncia le parole dei giornalisti durante la loro performance a Sanremo

Anche il 69esimo Festival di Sanermo è finito, ma una volta calato il sipario non accennano a chiudersi le polemiche che hanno incendiato i giorni del Festival. E anzi, se ne aggiungono di nuove. Anzi, alcune arrivano volutamente a scoppio ritardato, come quelle de Il Volo, che oggi si sfoga con un post sui profili social.

“Abbiamo avuto bisogno di qualche giorno per essere lucidi e dire la nostra su quanto accaduto. Alcuni giornalisti ci hanno pesantemente insultato. Hanno usato parole come ‘merde’, ‘vaffanculo’, ‘in galera’, che consideriamo come il frutto di una vera e propria forma di bullismo, di sfottò da stadio. Queste persone non hanno portato gloria all’ordine che rappresentano, il loro atteggiamento è stato un insulto, prima che a noi, a tutti i colleghi giornalisti che svolgono il proprio lavoro in maniera seria e professionale”.

L’episodio

L’episodio a cui fanno riferimento i tre artisti è quello dei video ripresi nella Sala Stampa dell’Ariston durante le loro esibizioni. In questi video si sentono commenti deridenti e offensivi sulla performance del trio.

“La musica dovrebbe essere libertà”

Piero Barone, Ignazio Boschetto, Gianluca Ginoble hanno ricordato come in dieci anni di carriera abbiano ricevuto molte critiche sulla loro musica e su come siano stati accusati di essere arroganti e spocchiosi. I tre sottolineano di non aver mai dato importanza a questo, “anche perché, fortunatamente, abbiamo sostenitori che ci supportano quotidianamente e amano quello che facciamo”. Ma video che testimoniano la cattiveria e la poca umanità da parte di persone che potrebbero essere nostri genitori (molti anche nostri nonni) ci dà molto fastidio”. “Essere chiamati ‘merde’ o vedere qualcuno che sbraita ‘in galera’ solo perché stiamo facendo quello che ci piace fare nella vita è molto irrispettoso, nei nostri confronti ma sopratutto nei confronti della libertà di espressione. La musica dovrebbe essere libertà non motivo d’insulto!” conclude il trio.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.