Vincitore Sanremo 2019, polemiche (ignoranti) sulle origini di Mahmood

Fin dal principio non si auspicava un festival scevro di polemiche. Ma poi, proprio quando pensavi che il peggio fosse passato, arriva l'epilogo. E non poteva andare peggio di così. Vince Mahmood, giovane ragazzo italo egiziano con la canzone "Soldi".

Vincitore Sanremo 2019
Vincitore Sanremo 2019

Mia madre mi ha sempre detto di pensarci 2 volte prima di parlare. Sopratutto, mi ha sempre detto (e immagino che lo abbiano fatto le mamme di molti), che se non si ha niente di intelligente da dire è meglio rimanere in silenzio.

Ah, che bel paese sarebbe se tutti si attenessero a questo semplice e materno comandamento. Vi immaginate il silenzio tombale, quasi romantico che ci sarebbe in Parlamento e in Senato? Un silenzio tale che si riuscirebbe a sentire il rumore delle ciglia che sbattono.

Le polemiche che hanno accompagnato Sanremo

Fin dal principio non si auspicava un festival scevro di polemiche, tutt’altro. Il prologo di Sanremo non era stato dei migliori. Già dalle prime pagine di questa nuova edizione, anzi già dalla copertina, il festival ha visto nascere e morire le più disparate polemiche. Alcune assolutamente legittime, altre, come al solito, piuttosto assurde e idiote. Tant’è che molto probabilmente, io, da giornalista, dovrei anche ringraziare i protagonisti di quelle polemiche: mi hanno dato molto lavoro facile.

Il vincitore del Festival

Alcuni commenti su Facebook contro il vincitore del Festival di Sanremo

Ma poi, proprio quando pensavi che il peggio fosse passato, arriva, a proposito di polemiche, l’epilogo. E non poteva andare peggio di così. Vince Mahmood, giovane ragazzo italo-egiziano con la canzone “Soldi”.

Ecco la bufera, la tempesta con tanto di tuoni e lampi, fulmini e saette scagliati da tutti e contro tutti. La vittoria di Mahmood ha sovvertito qualsiasi pronostico che vedeva come favorito Ultimo. Per questo, subito, qualcuno ha parlato di boicottaggio, avvisando nella sua sconfitta una sorta di “sgambetto politico”. Ricordate, infatti, la prima polemica in assoluto che ha anticipato il festival? Baglioni aveva accusato il Vicepremier Matteo Salvini di “poca umanità”, diciamo così, in merito alla questione migranti.

Boom! In molti, in troppi, hanno immaginato che dietro la vittoria di Mahmood ci sia la “mano” di Baglioni. I social si sono scatenanti, insultando il cantautore italiano e il giovane vincitore, che comunque con l’antecedente vicenda non c’entra niente. Quest’ultimo poi si è visto ricevere addosso molti insulti ignoranti. Insulti che potrebbero essere riassunti nel nuovo slogan “tornatene a cantare a casa tua!”

Il televoto

Ora, Mahmood ha effettivamente cantato a casa sua. Lui è italo-egiziano, aveva tutto il diritto di cantare sul palco dell’Ariston. C’è da dire però che molte polemiche sono dovute al fatto che dal televoto sarebbe emerso un altro vincitore: Ultimo, appunto.

Il risultato del televoto è stato ribaltato dalla giuria. Perché dare la possibilità di votare alla gente a casa se poi la decisione finale la prende una giuria? Questo è, a ben vedere, qualcosa che va oltre l’idiozia, è una gag che nemmeno Vanzina avrebbe avuto il coraggio di inserire in uno dei suoi film. L’avrebbe ritenuta, infatti, troppo stupida e avrebbe quindi deciso di puntare su una gag più sottile, una delle suo solite. Non lo so, una dove si vede uno dei personaggi defecare.

Sconfitti, ancora una volta

Mahmood…………… mah…………La canzone italiana più bella?!?Io avrei scelto Ultimo, voi che dite??

Pubblicato da Matteo Salvini su Sabato 9 febbraio 2019

Ritorniamo un attimo al vincitore del Festival. Mahmood è stato insultato per le sue origini straniere. Ancora un volta, dunque, il nostro Paese ha perso. Ha perso quando sui social sono comparsi i primi insulti. Ha perso quando Salvini è intervenuto asserendo che secondo lui Ultimo è stato più bravo. E se lo dice il Ministro dell’Interno, esperto cantante italiano, diventato famoso in gioventù per la sua canzone contro i napoletani, dobbiamo credergli. Ha parlato sicuramente a ragione veduta.