Bruce Dickinson, la stella degli Iron Maiden riceve la cittadinanza onoraria a Sarajevo

Bruce Dickinson ha ricevuto l'importante riconoscimento per aver cantato a Sarajevo nel 1994. La situazione del Paese non era delle migliori.

Bruce Dickinson
Bruce Dickinson

La città di Sarajevo ha conferito la cittadinanza onoraria a Bruce Dickinson, cantante e front man degli Iron Maiden, per il memorabile concerto che da solista quest’ultimo tenne nella città martoriata dalla guerra. Era il dicembre del 1994 quando con poche telefonate quasi di prova, di quelle che neanche tu che le fai ci credi, un gruppo di giovani riuscì ad ottenere che una delle più grandi star del rock-metal del mondo venisse a cantare letteralmente dove, letteralmente, fischiavano le pallottole e scoppiavano le granate.

Bruce Dickinson e l’evento datato 1994

La storia di quei giorni è costellata da aneddoti che rendono bene l’idea della portanza del gesto di Dickinson. Sarajevo era sotto assedio da due anni e ogni step di quell’evento fu un balletto fra orrore e musica che doveva arginare quest’ultimo. Il cantante aggiuntivo (e corista) della band si prese una pallottola in testa da un cecchino, una granata atterrò a pochi metri dal batterista che si ritrovò una gamba bucata da una scheggia, le milizie contrapposte promettevano sfaceli e cercavano di fare dell’evento una bandiera per i propri interessi: Onu, serbi, bosniaci, tutti a cercare legittimazione da una rock star che voleva solo far passare il messaggio per cui, se è possibile fare musica in un posto dove abita la morte, forse la morte da quel posto non ci abiterà per sempre.

Una melodia nel pieno del lancio delle bombe

E il messaggio passò: Dickinson lo racconta in una video con scene crudissime sul concerto, quando seppe che un giovane di Sarajevo si stava arrampicando sulle colline che circondavano la città per difenderla e mentre lo faceva cantava “Run to the hills”. Per quell’evento di 25 anni fa, quando si riuscì a fare un concerto malgrado le segnalazioni dei servizi che davano i serbi pronti a muovere da Mostar e inondare l’area dove si stava radunando il pubblico di obici di mortaio, Dickinson ha ottenuto il 6 aprile la cittadinanza onoraria della città in cui cantò sotto le bombe.

Il sindaco Skaka lo accolto con questa parole: «L’arrivo del signor Dickinson è stato uno di quei momenti che ci ha fatto vedere che saremmo sopravvissuti, che la città sarebbe sopravvissuta, che la Bosnia Erzegovina sarebbe sopravvissuta. Dal canto suo, il rock singer pilota, scrittore e docente di storia che ha anche sconfitto un cancro alla gola ha risposto: In un mondo dove le cose durano al massimo 5 secondi sui social, la gente ancora ricorda Sarajevo. Questo onore lo merita con me l’intera città che seppe resistere a quell’orrore». E niente, a noi ci tocca la querelle Albano-Cutugno-Ucraina. Ad ognuno il suo.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.