La Zero racconta “Nina è brava” e l’esperienza a Sanremo Giovani

Manuela Zero, in arte La Zero, è stata finalista di Sanremo Giovani con la canzone "Nina è brava", in cui affronta il tema della condizione minorile e femminile in carcere.

Manuela Zero, in arte La Zero, è una cantautrice di origini partenopee, finalista di Sanremo Giovani 2018 con la canzone “Nina è brava”. La Zero è considerata un’artista poliedrica, negli anni infatti si è dedicata allo studio della danza, della musica e della recitazione. Dopo aver frequentato per 7 anni il Conservatorio di San Pietro a Majella, ed essersi diplomata a pieni voti in danza classica e contemporanea al Teatro lirico San Carlo di Napoli,  18 anni si è trasferita a Roma, città dove attualmente vive.

Vieni scelta da Abel Ferrara nel suo film “Go go tales” al fianco di Willem Dafoe e
successivamente per il ruolo di Mia, amica di Laura Chiatti, in “Il Professor Cenerentolo” (2015) di Leonardo Pieraccioni. Torna sul grande schermo in “Le grida del silenzio” di Alessandra Carlesi e nei film “Loro 1” e “Loro 2” del premio Oscar Paolo Sorrentino.
Seppur giovane, La Zero vanta di una brillante carriera, avendo interpretato vari ruoli in spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi. Attualmente, oltre ad essere tra i finalisti di Sanremo Giovani 2019, sta lavorando in studio ai brani del suo primo progetto discografico, di cui ne è autrice e interprete.

“Nina è brava” – prodotto dall’etichetta Clodio Music, scritto da La Zero con il Maestro Francesco Morettini arrangiatore del brano, Emiliano Palmieri, Luca Angelosanti e Giorgia Facchini – è la canzone che Manuela Zero ha portato a Sanremo Giovani, e ha come tema quello della condizione minorile e femminile in carcere. Proprio questo è il cuore dell’intervista che La Zero ha rilasciato alla redazione di Ci Siamo.

Sei un’artista poliedrica, ma il tuo incontro con la musica come è avvenuto?

Amo la musica sin da quando sono piccola. Mi è sempre piaciuto questo settore anche se le altre arti come la danza e la recitazione fanno parte della mia vita. Mi ha sempre affascinato questo mondo e credo che fare ciò che piace sia la cosa più bella.

C’è qualcosa che la musica riesce a darti in più rispetto alle altre arti che frequenti?

La musica offre un rapporto molto più intenso con chi lo ascolta, rispetto al teatro, per esempio. Ti fa entrare dentro le parole e le accompagna con la melodia. A me piace pensare che questa storia possa entrare nei cuori delle persone. Cerco sempre di raccontare delle storie. E le note musicali danno quel valore aggiunto che fa emozionare, e non poco, le persone. Non ho scelto di cantare nell’ottica commerciale con il mero scopo di vendere i dischi.
Come mai hai scelto il tema della condizione minorile e femminile in carcere da portare a Sanremo?
Ho scelto questo tema perché credo che sia importante parlare di un problema come questo. Entrare in carcere è veramente difficile. Abbiamo provato diverse volte a chiedere delle autorizzazioni ma non ci siamo ancora riusciti. Non so come questo sia possibile in Italia ma, purtroppo, è la realtà. “Nina è brava” è l’unione di tante storie. Non parlo di una bambina nello specifico ma mi concentro, principalmente, sulla tematica nel suo insieme. Mi piacerebbe nel futuro fare un concerto in carcere: sarebbe una cosa meravigliosa.

E dell’esperienza di Sanremo Giovani cosa ci racconti?

L’esperienza di Sanremo Giovani è veramente emozionante. Ti permette di entrare in un mondo piuttosto variegato. Salire su un palco prestigioso come questo è motivo di grande soddisfazione. Nina è brava è una canzone sulla quale ho puntato e nella quale credo fortemente, non solo per la tematica in sé ma anche per il messaggio che c’è dietro.

Progetti futuri?

Sicuramente ho intenzione di incidere un altro disco ma ci vorrà un po’ di tempo. A breve uscirà una nuova traccia della quale, però, non ti dirò il titolo (ride, ndr).

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.