“La tenacia dei colori vivaci”, la rinascita dalla violenza nel romanzo di Cristina Salvio

Il libro d'esordio di Cristina Salvio, Presidente dell'Associazione culturale Merida, racconta la storia di tante donne vittime di violenza, racchiuse in quella di Daniela, la protagonista.

Il libro d'esordio di Cristina Salvio

La tenacia dei colori vivaci” , edito da Oceano Edizioni, è il titolo d’esordio, di Cristina Salvio, Presidente dell’Associazione culturale Merida. Impegnata nella prevenzione nel contrasto della violenza sulle donne, con questo libro la Salvio racconta la storia di tante donne racchiusa in quella di Daniela, la protagonista.

I colori, filo conduttore

Filo conduttore della narrazione sono i colori, che tingono le varie fasi della vita di Daniela. Il bianco del matrimonio con Luca, che ben presto si trasforma nel grigio di un rapporto non più limpido, ma che tende ad isolarla, come succede a tante donne, dal suo ambiente. Un crescendo di isolamento e violenze da parte del marito, che culmina con il nero. L’oscurità del momento più buio della vita di Daniela, che la porta ad un passo dalla morte per mano di Luca, quel Luca che aveva sposato sotto il segno opposto del bianco.

ne parliamo in pausa pranzo

Lo squarcio

Ma il nero viene squarciato da un altro colore, forte, vivo, tenace appunto. Il rosso della decisione di Daniela di fare il passo che molte donne non riescono a compiere, quello di denunciare il marito: “Era la passione che si era risvegliata, perché aggrappata alla vita”.

I colori vivaci della rinascita

La vita di Daniela, che fino a quel momento si era mantenuta suoi toni del grigio ora sboccia con tinte vivaci. Il blu, dell’apertura mentale; il fucsia, della solidarità femminile; l‘arancione della tutela legale dei suoi diritti. Il giallo, che è il colore che domina quando Daniela ritrova la capacità di amare. Tutti questi colori sono le vere armi della rinascita della donna, che in questo modo riesce ad uscire dalla spirale di violenze e annientamento psicologico e morale in cui era precipitata.

Verde speranza

Verde, la nuova identità “a metà” di Daniela, come la speranza, “come un filo d’erba mosso dalla carezza di un vento gentile”. E’ quel vento, quella speranza che permette alla donna di rifiorire; un vento che ha attraversato tutta la narrazione e che ora accompagna Daniela nella sua rinascita.


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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.