Festival di Cannes 2019: Palma d’oro a “Parasite”, Italia a mani vuote

Festival di Cannes 2019, vince la Palma d'oro il film "Parasite", mentre l'Italia, con "Il Traditore" non porta a casa nessun premio

Festival di Cannes 2019
Festival di Cannes 2019, vince la Palma d'oro il film "Parasite", mentre l'Italia, con "Il Traditore" non porta a casa nessun premio
Clicca qui per ascoltare l'articolo

Festival di Cannes 2019: ecco tutti i vincitori premiati sabato sera al prestigioso festival cinematografico.

Festival di Cannes 2019: i vincitori

Si aggiudica la Palma d’oro del 72esimo Festival di Cannes il film “Parasite” (parassiti) del giovane e talentuoso regista coreano Bong Joon-ho. Un family drama sui poveri in Corea, dove si intrecciano le storie di due famiglie, una molto ricca e una invece povera. Il film sbaraglia la concorrenza e si aggiudica la Palma d’oro, relegando al secondo posto, se così si può dire, il francese “Atlantique”. Il film, della regista francese Mati Diop, si è aggiudicato il Grand Prix narrando la storia di alcuni operai delle periferie di Dakar.

Miglior attore e attrice

Incoronati miglior attore e miglior attrice sono stati invece Antonio Banderas con “Dolor y Gloria” di Pedro Almodovar, e Emily Beecham per “Little Joe” di Jessica Hausner. Per Emily Beecham, in particolare, si tratta del primo riconoscimento di rilievo, anche perché l’attrice inglese finora non aveva mai auto ruoli importanti.

Migliori regia e sceneggiatura

Ad aggiudicarsi il premio per la migliore regia è stato il film “Young Ahmed”, dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, che hanno conquistato tutti con la storia di un giovane musulmano che decide di uccidere la propria insegnante e ne progetta quindi l’omicidio. “Portrait of a lady on fire” vince il premio per la migliore sceneggiatura, quella di Celine Sciamma. La Camera d’oro, premio dato alla migliore opera esordiente, è andato invece a “Nuestras Madres” di Cesare Diaz.

Nessun premio all’Italia

Tra i cortometraggi invece la Palma d’oro è stata attribuita a “The distance between us and sky” di Vasilis Kekatos. Nessun premio invece all’Italia, che partecipava con “Il Traditore” di Bellocchio, con Pierfrancesco Favino nei panni del mafioso Buscetta.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.