Bohemian Rhapsody sbarca in Cina, ma sarà sottoposto a censura

Il film campione di incassi Bohemian Rhapsody arriverà in Cina, ma sarà sottoposto a censura per quanto riguarda il tema dell'omosessualità di Freddie Mercury

Bohemian Rhapsody
Il film campione di incassi Bohemian Rhapsody arriverà in Cina, ma sarà sottoposto a censura
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Nella versione cinese di Bohemian Rhapsody Freddie Mercury sarà eterosessuale. La notizia giunge dall’Hollywood Reporter, secondo il quale la versione rilasciata ed approvata da Pechino del pluripremiato biotic sarà sottoposta ad almeno un minuto e mezzo di tagli prima dell’approvazione e dell’immissione sul mercato nazionale.

Le scene tagliate

Obiettivo dell’inflessibile forbice dei censori cinesi, le scene in cui Mercury bacia altri personaggi maschili e fa uso di droghe. A volerla dire tutta e a fare la tara all’attendibilità del pettegolissimo media californiano non si tratta di una novità: la Cina non ha mai brillato di luce propria in quanto a libertà contenutistica in tema di arte. La scure della censura si era già abbattuta, in passato, in maniera più che gagliarda sulle pellicole reduci dai fasti della notte degli Oscar.

I precedenti

Emblematico fu il caso dello stratosferico Brokeback Mountain, film che aveva come tema un amore omosessuale fra due cowboys. Quello venne direttamente vietato, troppe le scene eretiche, troppo debordante e tirannico il tema, che spuntava fuori praticamente ad ogni fotogramma. Anche in materia di produzioni trasmesse in streaming, grazie al controllo diretto che il governo cinese ha sulla rete, i contenuti giudicati dannosi per la morale sono da sempre sottoposti a tagli drastici che spessissimo non solo sviliscono, ma annullano completamente il valore di opere che hanno proprio nella loro cifra sociale ed in parabole umane a sé stanti il maggior punto di forza e la ragione stessa di esistere.

Una versione limitata

Ora pare sia toccata al film musicale che si avvia a diventare la pellicola più vista e di cassetta di sempre nel settore, con oltre 850 milioni di dollari incassati finora. La data del debutto cinese di “Bohemian” non è stata ancora resa nota, anche perché nel Paese che vide la produzione del Libretto Rosso di Mao la versione del film sarà comunque limitata. Lo stesso Rami Malek, durante la cerimonia di presentazione degli Oscar che lo aveva visto portare a casa, fra le quattro statuette incassate da BR quella per la miglior interpretazione da protagonista, aveva detto che “la gente ha voglia di storie come questa”.

E nel futuro?

In Cina sarà una mezza voglia, poco da fare. Calcolando che sono in arrivo le biografie di Elton John e David Bowie, non precisamente dei trappisti ortodossi durante i loro percorsi esistenziali, c’è da supporre che il braccio che regge la mannaia del censore cinese avrà bisogno di una buona oliata. Forse, da qui a qualche mese, scopriremo che, secondo Pechino, il Duca Bianco faceva il Commissario del Popolo.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.