Pet Semetary di Stephen King arriva al cinema, ma i fan “inorridiscono”

E’ accaduto in pratica che dallo spoilerone del film in arrivo si è capito che il protagonista assoluto della vicenda non è più lui ma un altro. Anzi, un'altra.

Pet Semetary
Pet Semetary

Il popolo di Stephen King in fibrillazione planetaria per l’uscita nelle sale cinematografiche del remake di Pet Semetary, il film tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore Usa che ha fatto tremare i polsi di generazioni intere. La pellicola uscirà il prossimo 9 maggio e, in termini di intenti, ha già fatto inorridire i fans. Ma non per il gusto del brivido.

E’ presto spiegata: lo spoiler di lancio dell’attesissimo movie ha svelato una sorpresa che neanche se It fosse stato un bagnino di Cesenatico avrebbe fatto egual danno. Ennò, toccateci tutto, fateci del male su ogni cosa ma Stephen proprio no: diteci pure che i Genesis senza Peter Gabriel erano più bravi, che Darwin si toccava se incontrava un gatto nero e perfino che c’è chi pulisce più di Chantecler, ma la trama di Pet Semetary no, toccare quella è da eresiarchi.

Il romanzo e il film

E’ accaduto in pratica che dallo spoilerone del film in arrivo si è capito che il protagonista assoluto della vicenda non è più lui ma un altro. Anzi, un’altra. E giù di rasoio sui polsi siorimiei ché qui è come ruttare in cattedrale. Preambolo per le sei persone che, sul pianeta terra, non conoscono e non amano forsennatamente i parti del folle scrittore del Maine: la trama del romanzo ha per epicentro un bambino, Gage.

Costui, piccino picciò, muore in un orribile incidente sotto un camion e i genitori, folli di dolore, decidono di ricorrere al terreno magico di un vecchio cimitero indiano dei Mic Mac, la cui terra magica ha il dono di riportare in vita chi viene seppellito in quel fazzoletto mistico e funereo grazie agli uffici birbaccioni dello spirito maligno Wendigo.

L’esperimento – ci dice la trama – è già stato messo in atto con gli animali (la famiglia stessa di Gage aveva già  testato la cosa con il gatto di casa) e ha già palesato le sue orride controindicazioni: da quella terra ci si riemerge “sbagliati”, viventi ma non vivi, deambulanti ma affamati. Affamati di carne umana e gelidamente immemori di ogni affetto familiare.

Un casotto vero insomma, che non cade mai nello splatter ma che, a suo tempo, aveva allarmato decine di migliaia di lettori, inchiodandoli alla lettura di un best seller da cui era stato poi tratto un decoroso horror nel 1989, roba da paleolitico ma non proprio da buttare.

Ellie

Dallo spoiler sul remake si evince che il nuovo film sarà una bomba, che gli antichi fasti della tremarella a trazione “kinghiana” sono verdi come non mai… e che a morire, risorgere e fare hamburger di famiglia  e viciname non è più Gage, ma sua sorella Ellie, che nel romanzo aveva invece la stessa centralità ed incidenza di ruolo di quello muto e biondo degli 883.

La sollevazione dei puristi è stata mondiale: pagine e pagine di tweet sono giunte inorridite a censurare la scelta della nuova sceneggiatura che punta a dare nerbo alla trama con una figura femminile e soprattutto più “dinamica”.

Gage è poco più di un infante e le evoluzioni trucide della sua versione zombie per fare spezzatino della famiglia apparivano effettivamente un po’ troppo circensi, mentre Ellie è più grande e magari si presta meglio al brandeggio di asce, coltelli e macelleria assortita.

Ma certe faccende sono come lo strabismo della Gioconda, perfette nella loro imperfezione e così, in attesa di urlare di paura al cinema, mezzo mondo ulula di orrore ortodosso sui siti specializzati. E la produzione? Quella gongola più di It a Gardaland. La stortura ha colpito nel segno.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.