Il Coronavirus non ferma Vinitaly: appuntamento dal 19 al 22 aprile

Una scelta controcorrente rispetto a Milano, che ha rinviato il Salone del Mobile a giugno

Vinitaly
Foto: Pixabay

Nonostante l’emergenza generata dal Coronavirus, il Veneto prova a rialzarsi e a guardare a un futuro non troppo lontano. A differenza di Milano che ha deciso di rinviare il Salone del Mobile e di programmarlo per il mese di giugno, non sono previsti cambiamenti alla 54esima edizione di Vinitaly, che si terrà come previsto nella terza decade di aprile, precisamente dal 19 al 22 aprile.

Ad annunciare la decisione è VeronaFiere, che ha sottolineato di avere preso questa scelta in concerto con il sindaco di Verona Federico Sboarina ed il presidente della Regione Luca Zaia.

Vinitaly rilancerà l’economia?

“È stata fatta un’attenta analisi dei dati disponibili e l’ascolto delle posizioni degli stakeholder e del mercato – spiega il direttore della Fiera, Giovanni Mantovani -. Siamo consapevoli delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo”.

La decisione appare certamente significativa proprio perché arriva in un momento in cui sono diverse le zone del nostro Paese che si trovano ad osservare un periodo di quarantena, mentre il Veneto, pur essendo una delle zone con il maggior numero di contagiati non vuole rinunciare alla principale manifestazione fieristica dedicata al vino in Europa per numero di visitatori (un anno fa si è arrivati a quota 125 mila, provenienti da 145 Paesi).

Si auspica che l’evento possa dare la svolta per aiutare l’Italia a risollevarsi dopo queste settimane davvero difficili. “Il mondo del vino italiano – ha sottolineato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – già in passato ha fornito un segnale positivo di svolta. Veronafiere è convinta che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia e a rilanciare un clima di fiducia nel Paese. Siamo consapevoli delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo”.