1917: la recensione di un film magnifico

Sam Mendes alla regia, Roger Deakins alla fotografia e Thomas Newman alle musiche. 1917 è un film pieno di contenuti, di metafore, di voglia di raccontare l'essenza e la sostanza della Prima Guerra Mondiale con un unico, finto, piano sequenza.

George MacKay as Schofield in 1917, the new epic from Oscar®-winning filmmaker Sam Mendes.

Quando si è di fronte a qualcosa di stupefacente è forse comprendere subito la grandezza di ciò che si sta guardando alla prima visione. Purtroppo esiste solo un’anteprima, non ci sono seconde o terzi visioni e questo film ne meriterebbe una per ogni giorno della settimana perché 1917 di Sam Mendes è magnifico.

1917: la trama

Ci troviamo immersi nella Prima Guerra Mondiale, in terra francese, e l’esercito della Regina sta cercando di liberare dai nazisti la Francia. È tre anni che la guerra è entrate nelle vite delle persone, quasi come fosse un male imprevisto ma a cui di abitui pian piano. I tedeschi sono forti, furbi e non hanno nessun tipo di considerazione per ciò che trovano di vivente tra loro e gli avversari. È da dettagli come l’uccisione delle mucche, dalle tane per riposare in trincea, dalla paura vivida e scandita dal battere delle palpebre dei soldati che si percepisce davvero la sensazione di stare lì, in battaglia con l’esercito inglese.

Colin Firth e Benedict Cumberbatch sono nel cast di questo film, ma come personaggi secondari.

Sam Mendes ha dichiarato: “All’interno di questo film non vuole essere presente la storia di mio nonno, che mi ha raccontato la guerra, ma vuole esserci lo spirito che la permeava, gli eventi vissuti da quegli uomini, i loro sacrifici, cosa voleva dire credere in qualcosa che andava al di là di sé stessi”. Ed è quello che davvero si percepisce, il sacrificio, il sudore, il sangue, le preghiere, il dolore e la voglia di tornare a casa.

1917: candidato a 10 statuette Oscar

1917 è un film che ti porta dentro, ti ammalia, ti cattura, ti immerge. Sarà che la regia è un continuo piano sequenza idealizzato grazie a un montaggio prestigiosamente preciso e trasparente, ma la convinzione che ci regala il regista è quella di poter seguire dal primo all’ultimo secondo i personaggi di questa storia. Specifichiamolo, non è un unico piano sequenza e nemmeno due. Sono tante, molte, riprese lunghe, montate insieme come fosse un gigantesco binario diviso in segmenti. Il risultato, però, è lo stesso, un lunghissimo binario incredibilmente sfaccettato e ben raccontato, non per niente è candidato a ben 10 statuette del Premio Oscar.

George MacKay, il protagonista della pellicola, è convincente. Lo era stato anche in Capitan Fantastic (2016).

1917: musica e fotografia conquistano l’anima

Non c’è solo il tocco della genialità di Mendes, dentro 1917 c’è un continuo vivere dei suoni, dei rumori, delle musiche di Thomas Newman, un habitué nei film di Mendes (Skyfall, Spectre, American Beauty) che sono viscerali, intime e struggenti. La colonna sonora, unita alla magica fotografia del maestro Roger Deakins (Orwell 1984, Cuore di tuono, Attacco al potere, Il grande Lebowski, Le Ali della libertà, ma anche A beautiful mind, The Village, In Time, Sicario e Blade Runner 2049) rendono questo lungometraggio uno dei migliori film di guerra nella storia della cinematografia moderna. Le ambientazioni larghe, vaste, immense rendono allo spettatore un continuo stato di ansia, di vuoto, di mancamento. Quell’assenza di certezze che ti condanna alla speranza.

1917 è un film forte, diretto, d’impatto, vero, crudo, onesto, limpido, ma allo stesso tempo riflessivo, non confusionario, ma anzi ordinato e non ordinario. 1917 di Sam Mendes è un film magnifico, correte al cinema dal 23 gennaio.

Fabio Fagnani
Giornalista e docente, in quest'ordine. Mi piacciono le discussioni, il calcio, il motorsport, il cinema, le serie TV, i fumetti, la tecnologia. Amo la politica e odio i politici. Guardo verso il futuro con un occhio sul passato. Sono stato Coordinatore Editoriale di Urban Magazine, Soccer Illustrated e Riders; contributor per Rolling Stone, Wired.it, Linkiesta.it, Moto.it, Dueruote e voce della MotoGP per Radio Sportiva. Oggi alle prese con la direzione di Cisiamo.info.