La Divina Commedia diventa serie Tv in America

La Divina Commedia dantesca diventerà una serie tv in America, ambientata nella moderna Los Angeles, ma in Italia la notizia non è stata accolta bene

Divina Commedia in Serie tv
Divina Commedia in Serie tv

C’è da chiedersi se il buon Dante sarebbe lusingato o meno dal fatto che la sua Commedia, che “Divina” lo è diventata grazie a Boccaccio, stia per diventare una serie Tv in America. Conoscendo un po’ il tipo, da buon fiorentino, potremmo immaginarlo che perplesso si chiede “O che sono codeste bischerate?”.

La serie tv dalla Divina Commedia

Già, perché la serie Tv della Divina Commedia, per il network Freeform, sembra avere poco a che fare con l’ormai iconica selva oscura, di cui prenderanno il posto i bassifondi di Los Angeles. Secondo The Hollywood Reporter, che ha diffuso la notizia, infatti, la protagonista, la ventenne Grace Dante, incontrerà gironi e bolge nel sottomondo della moderna Città degli Angeli. Grace, a soli vent’anni, è delusa dalla vita, che vede scivolarsi tra le dita mentre accudisce la madre dipendente dalle droghe e il fratello problematico. E quando finalmente le cose sembrano andare meglio, Grace scopre che dietro a tutto si cela il diavolo. Proprio per raggirarlo, Grace Dante scenderà nel suo “inferno”.

Chi, come, dove e quando

Ethan Reiff e Curys Voris insieme a Nina Fiore e John Herrera si occuperanno della sceneggiatura. Ma sul cast, ancora non ci sono notizie. Né ci sono notizie sulla data di uscita della serie tv, che però potrebbe arrivare in Italia già qualche mese dopola messa in onda dell’ultimo episodio negli Stati Uniti.

Non si sa nemmeno su quali piattaforme potrà essere visibile la serie tv, ma se si pensa ai prodotti Freeform, di cui uno è Pretty Little Liars, si può supporre che sarà visibile su Netflix e Prime Video.

L’accoglienza in Italia

L’accoglienza sui social, almeno in Italia, non è stata però entusiastica. “Far fare una serie tv incentrata sulla Divina Commedia agli americani è un paradosso”, scrive un utente su Twitter.”Cioè mettiamo la nostra cultura in mano a persone che non hanno una benché minima idea di cosa rappresenti per noi, finendo così per realizzare in una trashata un qualcosa di sacro”, aggiunge poi.

Perché, puristi e non, la Commedia fa parte non solo della cultura italiana. Fa proprio parte degli italiani. E’ una di quelle cose che come la pizza, la bandiera e l’inno saremmo disposti a difendere a spada tratta. L’abbiamo tutti odiata un po’, studiandola a scuola, ma è nostra. E’ nostra ed è un inestimabile patrimonio mondiale di parole e significati. E rischiare di vederla impoverita e piegata alle esigenze della tv, in fondo, fa un po’ male a tutti.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.