Giletti piomba sul caso “Pratiful”: la bordata a Barbara DUrso

Si continua ancora a parlare del "caso Pamela Prati" in Tv. Da Giletti ospite la showgirl, ma il conduttore non ha mancato di criticare la concorrenza.

Massimo Giletti al timone di una nuova edizione di "Non è l'arena"

A distanza di qualche mese il caso “Pratiful“, il finto matrimonio di Pamela Prati e tutte le sue protagoniste, continua a imperversare sui palinsesti televisivi e a fare discutere. A parlarne questa volta, però, non è stata solo “Live – Non è la D’Urso”, che ha incentrato le trasmissioni della scorsa Tv sul tema, ma in questo circolo ha voluto inserirsi anche “Non è l’arena” condotto da Massimo Giletti, che nella puntata di ieri sera ha ospitato proprio l’ex primadonna del Bagaglino.

A differenza del passato Canale 5 ha relagato in un angolo l’argomento con la presenza in studio della mamma del finto Sebastian Caltagirone, il figlio che la showgirl sosteneva di avere in affido con l’uomo che avrebbe dovuto diventare suo marito. Ben più ampia è stata l’attenzione data da La7, che ha voluto avere ospite proprio la protagonista dello “scandalo”, intenzionata a ricostruire i fatti secondo la sua versione.

Non è mancata però una critica, nemmeno troppo velata, da parte del conduttore alla trasmissione “rivale”, che avrebbe dovuto affrontare l’argomento in modo più giornalistico.

Anche La7 si concentra sul “Prati Gate”

Finora è stata soprattutto Mediaset con la trasmissione condotta da Barbara D’Urso a mostrare grande attenzione, quasi spasmodica, nella vicenda che negli ultimi tempi aveva riportato agli onori della cronaca Pamela Prati, ormai da tempo assente dei palinsesti televisivi. La ahowgirl aveva infatti il giro dei programmi quasi di ogni emittente sottolineando di avere incontrato l’uomo della sua vita Mark Caltagirone, e di essere pronta a giurargli amore eterno pur avendolo conosciuto solo pochi mesi prima. Anzi, a suggellare questo rapporto c’erano anche due figli in affido: Sebastian e Rebecca.

Ben presto la verità è venuta a galla: il matrimonio non è mai stato celebrato, ma anzi non c’era nessun grande amore, ma tutto era frutto di un piano ordito dalla showgirl, in accordo con le sue due agenti Pamela Perricciolo ed Eliana Michelazzo. Il grado di colpevolezza delle tre non è però mai stato chiarito del tutto, ma anzi non è mancato un’accusarsi a vicenda da parte.

Nonostante il passare del tempo, il clamore mediatico non si è spento del tutto, ma anzi nello scenario ora ha voluto inserirsi anche Massimo Giletti con il suo “Non è l’arena“, uno conosciuto per la sua attenzione ai dettagli e la volontà di analizzare con precisione anche questioni poco chiare. Il conduttore ha piazzato così un colpo da 90 con la presenza in studio della Prati, che salvo un’occasione si era sempre negata dalla D’Urso. Presente anche l’uomo che aveva finto di essere l’imprenditore innamorato.

Pamela Prati negli studi di Non è l’arena Foto: Facebook)

La critica di Giletti

Giletti non ha voluto andare per il sottile, ma pur senza citarlo esplicitamente, ha voluto criticare il modo con cui la trasmissione concorrente ha affrontato per numerose puntate un tema che meritava di essere approfondito diversamente. Molti, infatti, in questi mesi non sono stati leggeri, ma hanno parlato di vera e propria truffa.

La critica che faccio al sistema è: è possibile che debba arrivare Roberto D’Agostino, è possibile che debba arrivare Fanpage? Chi ha gestito questa situazione secondo me aveva il dovere morale di andare a indagare su una vicenda del genere. C’erano troppe cose che non tornavano. Ieri ho visto un’intervista della Perricciolo su Comingoon. Sapendo che avevo dei documenti, ha anticipato un po’ tutti e ha detto che la polizia ha fatto una perquisizione nella sua casa, dove viveva con la Michelazzo. Non si fa una perquisizione se non c’è un motivo, se per esempio non c’è una querela. Io e i miei c’eravamo già arrivati: questa perquisizione è stata fatta nel 2015. Un giornalista deve indagare su queste persone. Noi l’abbiamo fatto” – sono state le parole del conduttore.

Giletti si riferisce in modo particolare a una delle frasi simbolo della conduzione della D’Urso, che più volte ribadisce di essere “sotto testata giornalistica” e, come tale, di voler affrontare ogni tema con spirito critico e dovizia di particolari.

Bisogna mettere un filtro a questo tipo di televisione. Sui social arriva di tutto, fake news ogni giorno. Noi non riusciamo a controllarle. Ma la televisione ha dei mediatori. Se siamo testate giornalistiche abbiamo il dovere il verificare l’attendibilità di quello che uno dice, altrimenti prendiamo per buono tutto. Se si fosse indagato si sarebbe capito che in quella perquisizione si erano trovate cose che provavano che quelle due (Perricciolo e Michelazzo, ndr) avevano adottato il “sistema Caltagirone” già con qualcun altro. Ecco perché bisogna essere molto cauti. Non si è testata giornalistica per caso. Ma non si può neanche sventolarlo così tutte le volte, e poi cadere su cose del genere. Non mi interessa se ci sarà il processo, ma qui sono state trovate cose da funzionari della polizia di stato. Bisogna aprire gli occhi, capire chi sono queste persone, chi ha studiato queste carte doveva farlo. Sennò questo sottobosco diventa un “bosco”, paginate e paginate in televisione. Bastava cliccare su un sistema per vedere che Mark Caltagirone non esisteva” – ha concluso.