Bruno Vespa intervista donna vittima di violenza, i social si infiammano

L'intervista di Bruno Vespa a una donna vittima di violenza di martedì 17 settembre non è andata giù a una parte del popolo della Rete e a molte associazioni.

Bruno Vespa e l'intervista nel mirino
Bruno Vespa e l'intervista nel mirino

L’intervista di Bruno Vespa a una donna vittima di violenza di martedì 17 settembre non è andata giù a una parte del popolo della Rete e a molte associazioni. Sotto accusa, in particolare, le frasi e i toni utilizzati dal giornalista durante la conversazione. L’associazione ‘Non una di meno’ tuona: “Dal minuto.01,08, 56 Bruno Vespa intervista la signora #LuciaPanigalli vittima di un tentativo di omicidio da parte del ex compagno. Il tono dell”intervistatore tra risolini, negazioni, battutine è semplicemente intollerabile. Questo non è giornalismo, questa è spazzatura”.

Bruno Vespa intervista donna vittima di violenza

Mi vergogno profondamente che non siano stati ancora presi provvedimenti per questa intervista indegna”, attacca invece su Facebook Beatrice Brignone, segretaria di Possibile. “Vespa ha offeso tutte le donne vittime di violenza, che vivono in un paese misogino, sessista e patriarcale”. Un utente invece commenta: “Siamo nel 2019 e ancora dobbiamo assistere alla colpevolizzazione delle vittime. Come nei processi di 50 anni fa, con l’aggravante che tutto questo accade in televisione e attraverso un servizio pubblico, che noi cittadini paghiamo”.

Duro anche il commento del giornalista Lorenzo Tosa, che conta in poche ore più di 21 mila condivisioni. “L’uomo che allarga le braccia sorridente si chiama Bruno Vespa, di mestiere fa il giornalista del Servizio pubblico sulla principale rete televisiva italiana”, si legge nel post che ripercorre quanto subito dalla donna “massacrata a sangue, a pugni e a coltellate, da un uomo col volto coperto, il suo ex, che non ha mai perdonato a Lucia di essere stato lasciato”.

Tosa poi riporta le frasi del conduttore: Lucia “è fortunata, perché è sopravvissuta”. “Lui è innocente”. “Era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte”. Quindi commenta: “E via, sempre più giù, in un abisso di superficialità e orrore che culmina nella frase della vergogna: ‘Signora, se avesse voluto ucciderla, lo avrebbe fatto‘. Il tutto condito da continui ghigni e risolini e con un tono di squallido, viscido paternalismo con cui non si tratta una bambina di sei anni, figuriamoci una donna vittima di un tentato omicidio che vive nel terrore costante di essere ammazzata. Se questo è il Servizio pubblico, se questo è un giornalista, se questa è un’intervista normale, allora cominciamo una volta per tutte ad avere il coraggio di dire in faccia alle donne: non denunciate. Perché non vi crederemo. Perché non è violenza, non è odio, non sono (tentati) femminicidi. È solo ‘troppo amore’. Benvenuti in Italia. E non c’è nulla da ridere”.

La replica di Vespa

Bruno Vespa ha subito voluto replicare alle accuse: “Sono sorpreso e indignato da alcune reazioni alla mia intervista di ieri sera alla signora Lucia Panigalli. Se c’è una trasmissione che dalle sue origini si è fatta portavoce della tutela fisica e morale delle donne vittime di violenza questa è ‘Porta a porta’. Abbiamo invitato la signora proprio perché il suo caso è clamoroso e allo stato la legislazione non è in grado di proteggerla in maniera adeguata. E’ gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto. La risposta migliore a queste calunnie sono i ringraziamenti che abbiamo ricevuto dalla signora e dal suo avvocato”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.