“Il Re Leone promuove il potere assoluto: è fascista”

Il Re Leone sta per tornare nelle sale italiane con il remake in live-action del film della Disney. Qualcuno però ha riscontrato nel film un "messaggio fascista".

Il Re Leone giudicato film fascista
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Il Re Leone sta per tornare nelle sale italiane con il remake in live-action del film della Disney, di grandissimo successo, uscito nel 1994. Fanno però scalpore le parole riportate sull’Washington Post. Il famoso giornale statunitense ha infatti accusato il film di non fare niente per contrastare il potere assoluto. Nasconderebbe così un messaggio fascista.

Il Re Leone è fascista

La Disney, da anni, si è ormai convertita totalmente al policy correct, anche se non sempre questa scelta ha pagato. Basterebbe, per farsi un’idea, vedere le polemiche scaturite per la scelta di un’attrice nera per interpretare la sirenetta. Infatti, molto spesso, queste scelte “policy correct” si sono mostrate “forzate” e “fatte apposta”: cioè fatte solo e unicamente per fare vedere di essere appunto “policy correct”. Per questo fa ancora più strano sentire qualcuno che giudica il Re Leone, che vanta tra i doppiatori anche Beyonce (da sempre sostenitrice di Obama), essere definito portatore di un messaggio fascista.

Secondo l’autore dell’articolo, il film, “per quanto la canzone Circle of Life possa farci sentire nostalgici, la scena in cui viene cantata è anche un doloroso promemoria del programma ideologico del film. Ci introduce in una società dove i deboli hanno imparato a venerare i più forti“. E ancora: “Il Re Leone presenta una seducente visione del mondo in cui il potere assoluto non viene messo in discussione e i deboli sono fondamentalmente inferiori. In altre parole: Il Re Leone esprime un’ideologia fascista.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.