Papa Francesco celebra messa per i migranti di Lampedusa

Papa Francesco, dopo gli sbrachi di migranti della Sea Watch e della Alex di Mediterranea a Lampedusa, ha celebrato una messa per i profughi.

Papa Francesco
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Papa Francesco, dopo gli sbarchi di migranti della Sea Watch e della Alex di Mediterranea a Lampedusa, ha celebrato una messa per i profughi. Questa ha avuto luogo all’altare della Cattedra, nella basilica di San Pietro. Bergoglio ha preceduto la Celebrazione eucaristica in occasione dell’anniversario della visita a Lampedusa. “Guardare con amore i profughi e gli oppressi” ha principiato il Papa. Poi ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II: “I poveri, nelle molteplici dimensioni della povertà, sono gli oppressi, gli emarginati, gli anziani, gli ammalati, i piccoli. Quanti vengono considerati e trattati come ‘ultimi’ nella società”.

Papa Francesco celebra messa per i migranti di Lampedusa

“Il mio pensiero – ha continuato – va agli ‘ultimi’. Ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono. Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto. Sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione. Gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso. Gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea”.

Papa Francesco, l’8 luglio di 6 anni fa, aveva celebrato il suo primo viaggio fuori dal Vaticano e aveva visitato Lampedusa. Parlando di migranti prosegue: “Essi sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare. Purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia. A saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio. A indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli”.

“Sono persone”

Infine Francesco ha attaccato chi non considera i migranti come persone. “Sono persone – ha risposto –. Non si tratta solo di questioni sociali o migratorie! I migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata. Viene spontaneo riprendere l’immagine della scala di Giacobbe. In Gesù Cristo il collegamento tra la terra e il Cielo è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati. Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo”.

Francesco ha anche chiesto, domenica durante l’Angelus in piazza San Pietro, di aprire i corridoi umanitari per salvare più persone possibili. “Si tratta di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere se vogliamo portare a compimento la missione di salvezza e liberazione alla quale il Signore stesso ci ha chiamato a collaborare”. “So che molti di voi che sono arrivati solo qualche mese fa, stanno già aiutando i fratelli e le sorelle che sono giunti in tempi più recenti. Voglio ringraziarvi per questo bellissimo segno di umanità, gratitudine e solidarietà”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.