Salone del Libro, Comune e Regione con una sola voce: «Altaforte fuori»

La Regione Piemonte e il Comune di Torino pretendono la non partecipazione al Salone del Libro di Altaforte: si chiede la rescissione del contratto.

Salone del Libro, la decisione su Altaforte
Salone del Libro, la decisione su Altaforte

La Regione Piemonte, insieme alla Città di Torino, hanno chiesto ufficialmente all’associazione “Torino, la città del libro” e alle altre che collaborano attivamente al “Salone del Libro” di rescindere il contratto con la casa editrice Altaforte. All’interno della nota si chiede di fare luce su una situazione «che rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, e alle forti criticità e preoccupazioni espresse dagli espositori in relazione alla presenza e al posizionamento dello stand di Altaforte».

«È necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica. Si chiede il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone».

Salone del Libro, al via domani la manifestazione

Secondo quanto raccolto dall’agenzia stampa AdnKronos sarebbe già stata inoltrata ad Altaforte una comunicazione in cui si revoca l’ammissione al Salone del Libro oltre all’utilizzo degli spazi espositivi. La kermesse, infatti, partirà oggi, giovedì 9 maggio, e si protrarrà sino a lunedì 13.

Le parole del Presidente della Regione

Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, ha parlato della vicenda.
«Si tratta di una decisione politica, una scelta di campo – ha dichiarato Chiamparino – spiegando la decisione presa insieme alla Città di Torino. Bisognava scegliere se lasciare fuori dal Lingotto Halina Birenbaum, testimone dell’Olocausto e stare dentro con chi nega la sua esistenza. Un’opzione inaccettabile per la storia democratica di Torino, del Piemonte e dell’Italia».

Il commento della Appendino

Anche Chiaro Appendino, in qualità di Sindaco di Torino, ha parlato di una scelta condivisa tra il Comune e la Regione Piemonte. «Ci è stato sostanzialmente chiesto di fare una scelta di campo e non era possibile far convivere due momenti e direi due mondi – ha spiegato Appendino – e abbiamo fatto una scelta che tutela la storia della nostra città e del nostro Paese: oggettivamente, è una scelta di campo. Le istituzioni hanno ruolo importante all’interno del Salone del Libro di Torino. Dobbiamo tutelarne l’immagine e la storia – conclude il primo cittadino – nonché quelle della nostra città».

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.