Agusta, un pezzo di Italia raccontata nel suo Museo

Un Museo per celebrare i 100 anni dell'azienda, che ne racconta la storia e la grandezza.

Museo Agusta
Museo Agusta, un pezzo di Italia famoso in tutto il mondo

Agusta, un nome legato ad una storia che racconta un pezzo dell’Italia e del suo genio creativo.Un nome che compare sin dai primordi dell’aviazione grazie alla passione del suo creatore Giovanni, e poi si estende al settore motociclistico, restando impresso nella memoria storica del nostro paese. “Agusta è una Società che è nata nel 1923 come azienda di manutenzione aeronautica. Poi grazie alla lungimiranza della famiglia Agusta, nel corso degli anni è diventata leader mondiale in due campi affascinanti: quello motociclistico e quello elicotteristico”, dice Gianluigi Marasi, Presidente della Fondazione Agusta.

ne parliamo in pausa pranzo

I meravigliosi i elicotteri e moto che hanno diseganto la storia della Società sono famosi in tutto il mondo, e sono ospitati a Varese nel Museo Agusta , e fa parte dei musei industriali che Leonardo si pregia di offrire al pubblico, per celebrare i 100 anni di storia dell’azienda. L’allestimento museale ha lo scopo di offrire al pubblico testimonianza eccezionale della memoria tecnologica e industriale italiana, diventando un polo di riferimento anche, e soprattutto, per i giovani.

Il filo conduttore

“Il filo conduttore di questa azienda è stata la passione per l’innovazione, ed ha avuto negli anni la propensione alle sfide quasi impossibili” spiega Gianpiero Cutillo, Capo Divisione Elicotteri, che sottolinea “le cose complesse di oggi sono nate da un’idea geniale di qualche giovane di allora, che ha avuto la forza per andare avanti, ha trovato delle persone che hanno creduto in queste idee. Per i giovani è quindi è un esempio direi importantissimo”.

Il Museo

Gestito dalla Fondazione Agusta, il Museo si divide in due settori. La parte motociclistica offre la possibilità di ammiriare gli originali delle moto che hanno vinto i campionati mondiali; la parte elicotteristica, invece, mostra i principali esemplari che hanno reso l’azienda così importante. “Ricordo ben 75 tra marche e piloti, ricordo ancora imbattuto qualsiasi sport noi volessimo considerare al mondo”, dice il presidente Marasi , e aggiunge “E poi la parte elicotteristica, che è in grado di mostrare al visitatore l’evoluzione dei componenti di una macchina così complessa come l’elicottero. Fino ad arrivare ad ammirare uno dei primi elicotteri, l’AB47 consegnato al Corpo Forestale dello Stato; e uno degli ultimissimi elicotteri, forse tra quelli più innovativi, l’A139. è stato venduto in oltre 1000 esemplari nel mondo e ha vinto, pochi giorni fa, un’importante gara con le Forze Armate degli Stati Uniti d’America”.

Villa Agusta e il suo archivio

C’è poi la Villa Agusta, dove è racchiuso un incredibile archivio storico che è stato aperto al pubblico dall’8 gennaio 2017. Luigi Ielmini, volontario seniores al Museo spiega il pèercorso nella Villa. “Qui non abbiamo attrezzi, elicotteri o moto da mostrare, ma diapositive, documentazione e fotografie uniche al mondo. E quando lo spieghiamo ai visitatori sono molto contenti“. All’interno della Villa c’è poi una curiosità, che viene mostrata al pubblico. Si tratta di un quadro che reca oltre 1200 firme. Si tratta di quelle dei dipendenti che una volta all’anno dedicavano al loro datore di lavoro. “Noi lo mostriamo ai giovani per raccontare l’importanza dell’attaccamento ai datori di lavoro che c’era un tempo”, dice ancora Luigi Ielmini. “Anche se le epoche sono cambiate e una cosa del genere, ora, è difficile trovarla”.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.