Cerciello, la vedova: “Mario era un eroe”

Rosa Maria Esilio, vedova del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ha parlato del marito ucciso un anno fa a Roma in esclusiva all'Adnkronos.

Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma
Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma (foto AdnKronos)

Rosa Maria Esilio, vedova del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ha parlato del marito ucciso un anno fa a Roma in esclusiva all’Adnkronos.

Le parole della vedova Cerciello

Mio marito è nei miei pensieri sempre, di giorno e di notte, perché lui mi accompagna nella vita quotidiana e nei miei sogni. I suoi occhi grandi azzurri li ho dovuti chiudere io per sempre quella notte del 26 luglio 2019 e non li rivedrò mai più. Mario era un uomo buono e giusto, un uomo che aveva dedicato la sua vita semplice al servizio del prossimo. Era entrato nell’Arma dei Carabinieri quand’era ancora un ragazzo, il 21 novembre 2008, il giorno della Virgo Fidelis. Dopo pochi mesi ha perso prematuramente il padre senza che riuscisse a vederlo in divisa da Carabiniere. Un lutto – spiega – che ha segnato con sofferenza tutta la sua famiglia e Mario ha assunto il gravoso compito di aiutare madre, fratello e sorellina ancora bambina, senza risparmiarsi mai nella gestione familiare, provvedendo a tutto ed affrontando con sacrificio anche i lavori nella vasta campagna. Noi ci siamo conosciuti più di dieci anni fa, ci siamo scelti e innamorati subito, siamo cresciuti e abbiamo costruito il nostro progetto d’amore con tanti sacrifici e passione”.

La morte

Non siamo mai stati egoisti e dopo tanti sacrifici ed attese ci siamo sposati. È stato un matrimonio bellissimo, una luna di miele da sogno, un sogno che si è interrotto solo pochi giorni dopo perché l’hanno ucciso mentre era in servizio. Mario era nato Carabiniere, sapeva fare bene il suo lavoro, era preciso, acuto, attento ai dettagli e ai pericoli, responsabile per sé e per gli altri. Era orgoglioso del servizio che svolgeva con professionalità e coraggio, con grande orgoglio e passione, specialmente per i servizi di repressione della criminalità, ottenendo numerosi riconoscimenti e onorificenze. Era instancabile e sempre disponibile con tutti, era il punto di riferimento dentro e fuori la caserma, per i colleghi e per il quartiere. Aveva sposato l’Arma dei Carabinieri ancor prima di me. Mario era consapevole dei rischi legati al suo servizio, conosceva bene i pericoli che ci sono in una città come Roma, li affrontava con coraggio e professionalità, ma di certo mai avrebbe potuto immaginare che un controllo a due soggetti sospetti potesse trasformarsi nella sua tragica fine”.

Il ricordo

La nostra storia di giovani sposi ha commosso il mondo. Oggi, dopo il suo eroico sacrificio, tutti sanno chi è Mario, ne onorano la memoria in ogni forma. Hanno pianto tutti, hanno pregato ed è stato di ispirazione per i bimbi con poesie e disegni, per artisti e musicisti. Ho ricevuto tantissime lettere da tutto il mondo che mi hanno dimostrato vicinanza ed affetto, per me – insiste la vedova all’Adnkronos – sono stati di grande conforto e rappresentano la forza a cui attingo per andare avanti. A loro va il mio più vivo ringraziamento. Il suo sacrificio non può cadere nell’oblio e la sua morte non può essere vana; la gente comune, i colleghi, gli amici e noi familiari ne abbiamo bisogno. Mio marito Mario era un Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri ucciso mentre svolgeva il suo servizio. Tutti gli attacchi e le insinuazioni verso l’Arma dei Carabinieri sono offensivi, non rispettano lui, non rispettano la sua fede, la sua fiamma e la sua morte per mano di assassini mentre conduceva il suo difficile lavoro”, ha concluso la vedova di Cerciello.