Parrucchieri chiusi fino a giugno, Cosmetica Italia: “Insostenibile”

" Confidiamo però che sia ancora possibile un ripensamento del governo ed una ridefinizione delle regole a sostegnodella categoria" - sono le parole dell'associazione di categoria

parrucchieri chiusi fino a giugno
Foto: PIxabay

La chiusura dei parrucchieri ancora per più di un mese (riapertura possibile solo a partire dal 1° giugno) è stata una delle decisioni annunciate ieri dal premier Conte che sta facendo maggiormente discutere. Per gli operatori del settore, che non possono operare ormai dai primi giorni di marzo, è inaccettabile attendere così a lungo. Molti infatti stanno affrontando questo periodo senza la garanzia di alcun guadagno, ma anzi con la consapevolezza di dover cambiar radicalmente il proprio modo di operare (per le realtà più piccole sarà impossibile quasi sicuramente avere più di un cliente per volta).

Cosmetica Italia si fa quindi portavoce della sensazione di insoddisfazione che si respira nelle ultime ore. Le piccole imprese risultano essere infatti tra le più colpite.

Parrucchieri chiusi fino a giugno – Una categoria in ginocchio

“Insostenibili conseguenze su un settore economico grande e frammentato, costituito in gran parte da piccole imprese già in ginocchio – sono le parole di Cosmetica Italia, l’associazione di categoria che si fa portavoce delle sensazioni di parrucchieri e centri estitici -. Come produttori di cosmetici siamo preoccupati per una decisione che avrà impatti sia sul canale distributivo di acconciatori e centri estetici sia sulla filiera produttiva, con inevitabili ricadute occupazionali”.

Tutti sono consapevoli di come dovranno modificare il proprio modo di lavorare, ma sono pronti a farsi carico per porre fine all’incertezza sul futuro che li coinvolge ormai da settimane. “Il settore è certamente in grado di darsi ulteriori regole igienico-sanitarie rigorose, a completamento di quelle efficaci già normalmente applicate, per una ripresa rapida che coniughi attenzione alla salute e alla sicurezza degli operatori e dei clienti, richiesta di benessere dei cittadini e riduzione degli impatti sociali. Dobbiamo purtroppo considerare che nessun tavolo è stato aperto per la efinizione di un protocollo sanitario condiviso finalizzato alla ripresa in sicurezza di queste attività. Confidiamo però che sia ancora possibile un ripensamento del governo ed una ridefinizione delle regole a sostegnodella categoria” – commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia.

Tante chiusure all’orizzonte?

Dover ridurre il numero di clienti da servire nel corso di ogni giornata avrà certamente un’influenza importante sui guadagni. La possibilità che molti parrucchieri o centri estetici non possano proseguire l’attività è quindi dietro l’angolo.

Tra i rischi da tenere in considerazione c’è la cessazione definitiva di oltre un terzo delle attività – fino a 50.000 negozi, con la probabile ricaduta occupazionale per oltre 100.000 addetti. Molti potrebbero però rifarsi agendo in nero, circostanza certamente non raccomandabile.

La presa di posizione è quindi chiara: “Alla luce dei dati e delle considerazioni esposte e della natura ancora non dispositiva delle dichiarazioni del Presidente Conte, chiediamo con forza – è scritto nella nota di Cosmetica Italia – la riapertura dei saloni di acconciatura e dei centri estetici con tempi e modi anticipati rispetto alle comunicazioni effettuate dal governo, per la sopravvivenza e la salvaguardia di un settore fondamentale per l’economia e le famiglie italiane“.