Genova, nasce il “Movimento delle Saracinesche” con gli artigiani in difficoltà

A guidare il gruppo è un panettiere, ma il seguito è già importante: tutti loro si sentono dimenticati dallo Stato

Movimento delle Saracinesche
Foto: PIxabay

Le misure restrittive, al momento in vigore fino al 3 maggio, hanno messo in ginocchio molte famiglie, a partire dai liberi professionisti che si sono ritrovati a dover chiudere la propria attività senza avere alcuna entrata. Gli aiuti garantiti dal governo sono stati giudicati troppo bassi e, in molti casi, non sono ancora arrivati. È però più che mai importante non dimenticarli e ascoltare il loro grido di aiuto: a Genova è nato così il Movimento delle Saracinesche (Mosa) che, su iniziativa del titolare di un piccolo panettiere, riunisce artigiani, commercianti, bottegai, ristoratori, baristi e albergatori “che sono abbandonati dallo Stato ma che saranno costretti a pagare i debiti di una situazione di cui siamo vittime indebitandoci ancora con le banche”.

Il grido di aiuto del Movimento delle Saracinesche

A far conoscere l’entità della loro situazione è Marino Poerio, panettiere e fondatore del Mosa. “Siamo coloro che vivono esclusivamente ‘stando aperti’ – ha detto – in un momento in cui l’Italia è drammaticamente chiusa. Siamo movimento di protesta e di proposta: abbiamo individuato sette punti fondamentali da attuare fino alla fine del 2020 per poter ripartire”.

Tra questi lo stop delle locazioni commerciali con la richiesta allo Stato di prendersi carico dell’obbligazione coi proprietari dei muri, la cancellazione delle tasse, la proroga della cig per i dipendenti, l’eliminazione degli oneri contributivi dei dipendenti per tutto il periodo di chiusura, l’annullamento delle commissioni alle banche sul pos, il blocco delle nuove licenze e ‘l’helicopter Money’: “non possiamo indebitarci per pagare i debiti”. Qualora le richieste, non trattabili, non fossero accolte, conclude Poerio, “scenderemo in piazza a Roma